Toscana
Non ce l’ha fatta il motociclista caduto sulla Porrettana
Il 42enne di Cascina morto domenica sera a Careggi la famiglia ha acconsentito alla donazione degli organi
PISTOIA. Non ce l’ha fatta Michele Busi, 42 anni, il motociclista vittima di un incidente sabato mattina mentre, in sella ad una Yamaha Mt09, percorreva la statale Porrettana tra Corniolo e Bellavalle, nel comune di Sambuca Pistoiese.
Le condizioni di Busi, residente in località Casciavola (Cascina) con la moglie Simona Chiavacci e il figlio Stefano di sei anni, sono apparse subito gravissime.
Il suo cuore è stato rianimato quattro volte, due sulla strada e due al campo sportivo di Ponte alla Venturina, dov’è stato portato per consentire poi all’elisoccorso Pegaso di trasferirlo a Careggi. All’ospedale fiorentino Busi è arrivato in vita, ma i medici hanno dato sin da subito poche speranze alla famiglia. Dopo un giorno e mezzo di coma, è stato dichiarato morto nella tarda serata di domenica. La famiglia ha acconsentito all’espianto degli organi.
Busi, perito informatico, lascia la moglie e un figlio di sei anni. Sabato mattina era in programma un ritrovo di appassionati di Yamaha a Sasso Marconi. Si erano dati appuntamento tramite il forum Mt09.it. Da Bientina, Busi e un amico si erano riuniti ad un’altra decina di motociclisti. Alle 8,50 l’incidente. In una curva la parte posteriore della moto ha slittato, schizzando via. La Yamaha ha roteato sull’asfalto per una ventina di metri, mentre Busi è rimasto sull’asfalto, dopo aver colpito la testa e il corpo contro un muretto in cemento a lato della strada. Il casco non è bastato ad evitare un profondo trauma cranico.
L’ennesima tragedia sulla Porrettana, la seconda in tre settimane dopo la morte di Giuseppe Bini, il ciclista pratese di 50 anni investito nel traforo della Collina, ripropone il tema della sicurezza sulla Statale Modenese. Strada transitata d’estate e soprattutto nei fine settimana.
Da San Pellegrino al Cassero si annuncia la nascita di un nuovo comitato, dopo quello di Paolo Pelagalli (presidente della Misericordia della Porrettana) che alcuni anni fa aveva promosso una petizione chiedendo maggiori controlli da parte delle forze dell’ordine. «Nei fine settimana abbiamo paura ad uscire di casa», dicono alcuni abitanti.
«Le corse folli sono diminuite - sostiene Pelagalli - I controlli e le multe del Corpo forestale hanno avuto un effetto positivo, ma resta ancora molto da fare, soprattutto in materia di educazione stradale». Al proposito, da alcuni anni, la Forestale mette in campo l’operazione “Defend life”, una serie di controlli mirati con telelaser e posti di blocco. Ha dato buoni risultati, ma quest’estate la Porrettana non è stata tra le arterie controllate.
Ogni fine settimana, spiega il comandante della Polizia stradale, Rita Palladino, Polizia municipale, Carabinieri o Stradale garantiscono posti di blocco sulla Porrettana e sulla Modenese. Dopo due anni senza incidenti mortali, i due decessi in tre settimane porteranno probabilmente ad un’intensificazione dei controlli. Ma la velocità non è l’unico pericolo per residenti e motociclisti. Sia gli abitanti della montagna che gli amici di Busi lamentano la pericolosità dei muretti in cemento e dei guard rail, chiedendo protezioni adeguate, già presenti nel tratto emiliano della Porrettana.
Tiziana Gori
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