Gioco
Lavoratori in stato di agitazione per l’appalto del servizio mensa
PONTEDERA. Le rappresentanze sindacali di Cgil, Cisl e Uil hanno aperto lo stato di agitazione per l’appalto affidato dal Asl 5 all’Ati Alisea/Cir Food e che interesserà gli ospedali di Pontedera,...
PONTEDERA. Le rappresentanze sindacali di Cgil, Cisl e Uil hanno aperto lo stato di agitazione per l’appalto affidato dal Asl 5 all’Ati Alisea/Cir Food e che interesserà gli ospedali di Pontedera, Volterra e Pisa oltre che a diverse Rsa e centri diurni del territorio pisano. In ballo ci sono circa 34 esuberi e se la situazione non si sbloccherà entro una decina di giorni i sindacati pensano già allo sciopero. E già c’è in programma per la prossima settimana un incontro con gli assessori regionali Gianfranco Simoncini (lavoro) e Luigi Marroni (sanità).
«Il progetto presentato dalle aziende vincitrici - scrivono le organizzazioni - non solo prevede la riduzione delle ore di lavoro individuali, ma provoca anche esuberi con il rischio che si perdano, quindi, posti di lavoro. Nel capitolato di gara la produzione di pasti prevista è molto simile a quella attuale, ciò vuol dire che anche se si chiudono alcune cucine, comunque il numero dei pasti da fornire non subisce flessioni importanti; ed anche in presenza di razionalizzazioni del servizio, gli addetti degli appalti devono essere riassunti finchè la loro attività esiste».
«Sapevamo che l'Asl 5 ha richiesto la chiusura della cucina dell'ospedale di Pontedera ed i pasti dei malati verranno prodotti in una cucina distante diversi chilometri - continuano - e poi trasportati ad orari precisi nei reparti: oltre a prevedere in questo caso che molti operatori dovranno spostarsi parecchio dall'attuale posto di lavoro (se vogliono continuare a lavorare) e sostenere disagi economici e organizzativi per lavorare qualche ora, temiamo anche per la qualità del servizio che sarà erogato ai pazienti».
«Se il sindacato ha voluto che venisse specificato nel capitolato di gara quanto personale lavora nell'appalto delle mense, forse era consapevole che quel personale poteva correre dei rischi - si legge nel comunicato - ed andava perciò salvaguardato. In queste ore, nelle mense si assistono a scene di disperazione e paura di perdere salario o, peggio, il posto di lavoro, prezioso per chi è capofamiglia o madre con bambini piccoli o che vorrebbe raggiungere il traguardo della pensione».
«Con lo stato di agitazione proclamato - scrivono i sindacati - lavoratrici, lavoratori e sindacati intendono ribadire che: tutto il personale deve essere assunto, non si possono ulteriormente ridurre contratti di lavoro part-time con il rischio di creare nuova povertà, i tagli al personale degli appalti rischiano di compromettere la qualità del servizio».
Rino Bucci
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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