Il Tirreno

Pontedera

Una mostra in profondo Rosso

di Rino Bucci

Rispetto alle previsioni d’incasso mancano 120mila euro. Lunedì in consiglio la manovra correttiva

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VOLTERRA. Più ci si allontana dalla data di inaugurazione (il 23 maggio scorso) più si riescono a mettere a fuoco i dettagli e i primi risultati della mostra sul Rosso Fiorentino.

L’ultimo, in ordine di tempo, è arrivato giovedì sera in commissione bilancio: rispetto alle previsioni della primavera (quando fu approvato il piano per 2014) andranno stanziati circa 120mila euro in più per mancati introiti dal circuito museale.

La variazione sarà presentata lunedì pomeriggio in consiglio comunale. Ma il passivo, rispetto alle aspettative potrebbe essere ben più salato e costringere il Comune ad altre variazioni nei prossimi mesi.

Il progetto. L’accordo firmato in aprile a Roma tra il Comune e i vertici di Arthemisia Group (il produttore della mostra) prevede l’allestimento, fino al 31 dicembre 2015, nel circuito museale di Volterra (cinque strutture) della mostra sul Rosso Fiorentino. All’esposizione, qualunque sia l’immobile che si vuole visitare si accede grazie alla “Volterra card”. Il ticket ha un costo unitario di 14 euro (biglietto intero). Da questa cifra il Comune si trattiene solo 5 euro, il resto ogni 15 giorni viene spedito ad Athemisia.

I conti. Non tornano, almeno per Volterra. Nel bilancio di previsione 2014, in linea con i numeri registrati dal complesso museale nel 2013, era stato stanziato oltre mezzo milione di euro in entrata. Le ultime relazioni dell’ufficio cultura hanno costretto a correre ai ripari e a rivedere la cifra di 120mila euro.

Che i numeri non fossero esaltanti era chiaro dalle prime determine con cui l’amministrazione ha pagato le prime tranche ad Arthemisia sui biglietti. Ad un mese dalla mostra (dal 23 maggio al 23 giugno) erano 45.704 e nelle due settimane successive (dal 24 giugno al 7 luglio) 19.055 euro.

In tutto fanno 64.579 euro in un mese e mezzo nelle casse di Arthemisia. Bastano due calcoli per realizzare che palazzo dei Priori ha incassato almeno la metà di quanto ha guadagnato la società romana. E 32mila euro in un mese e mezzo, in alta stagione e con l’impatto di inizio attività, sono decisamente pochi. Resta da capire come farà il Comune a rispettare la determina 547/2014 che prevede 300mila euro di incassi dal 7 luglio al 31 dicembre e altrettanti 420mila da girare ad Arthemisia. Per una presunta vendita di 60mila biglietti in 5 mesi.

I biglietti. Nella delibera che dava il via alla mostra la giunta era convinta di «una prevedibile buona riuscita dell'operazione» che porterà «a conseguire gli stessi ricavi che attualmente percepisce dai visitatori dei suoi luoghi culturali, o con suscettibilità di variazioni di modesta entità».

Gli accessi negli ultimi mesi dicono ben altro: nei primi 60 giorni della mostra si sono visti nel circuito museale 25.675 visitatori a fronte dei 38.357 del 2013. Un calo quasi del 34 per cento in alta stagione, nel momento in cui in città si vedono più turisti.

Arthemisia. Nel piano finanziario allegato allo schema di contratto, la società romana dichiarava di dover spendere per organizzare la mostra sul Rosso Fiorentino 769mila euro lordi (di cui 20mila a Vittorio Sgarbi e 40mila ad Alberto Bartalini) . La cifra per ripianare l’investimento sarebbe stata raggiunta superati i 120mila accessi.

Se i costi preventivati saranno rispettati è tutto da vedere. In alternativa, Arthemisia Gruop si sarebbe garantita ad un prezzo stracciato la gestione dell’intero sistema museale di Volterra da maggio 2014 a dicembre 2015.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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