Il Tirreno

Pontedera

Nuovo supermercato da cinque milioni

di Giacomo Pelfer
Nuovo supermercato da cinque milioni

“La Risorta” ha acquistato una conceria dismessa a Ponte a Egola. L’apertura entro la fine del 2015. Oltre venti assunzioni

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SAN MINIATO. Un nuovo punto vendita da oltre mille metri quadrati, con un investimento di circa 5 milioni di euro, che porterà almeno una ventina di nuovi posti di lavoro. Il tutto nel cuore del paese, senza consumare un solo metro quadro di suolo, bensì recuperando una delle tante concerie dismesse. È il progetto del nuovo supermercato della cooperativa “La Risorta” di Ponte a Egola, arrivato ormai ad un passo dalla conclusione del lungo iter burocratico che dovrebbe dare il via ai lavori, con l’obiettivo di aprire i battenti entro la fine del 2015.

La storia. Forte di circa 3mila soci, “La Risorta” rappresenta una realtà autonoma, erede di una lunga storia di radicamento nel paese, inserita all’interno della Lega Coop ma allo stesso tempo indipendente dai “fratelli maggiori” di Unicoop Firenze, cui fanno capo i tradizionali supermercati a marchio Coop. Una storia che negli anni ’60 approdava al primo punto vendita unificato nell’edificio di piazza Spalletti che oggi ospita le scuole medie. Dal 1999, poi, il trasferimento nell’attuale edificio sul lato nord di piazza Rossa, con uno spazio vendita da 350 metri quadri che nel giro di pochi anni, però, ha finito per rivelarsi subito troppo stretto. «Così abbiamo iniziato a guardarci intorno – racconta Massimo Ciardelli, presidente del consiglio di amministrazione –. Il punto fondamentale, per noi, era quello di rimanere nel centro del paese». E la soluzione era già lì, a pochi metri, dall’altra parte della strada, nello spazio della vecchia conceria abbandonata di fianco all’attuale punto vendita: una superficie di circa 7mila metri quadri in preda al degrado, in un punto strategico per il paese a cavallo fra piazza Rossa e la centralissima via Diaz.

I passaggi. Una volta acquistato l’immobile, nel 2008, è stato necessario superare l’inghippo del vecchio regolamento urbanistico, che in quell’area aveva previsto una piano di edilizia popolare. «Con l’arrivo dell’amministrazione Gabbanini – spiega Ciardelli – siamo riusciti finalmente a togliere il Peep con un lungo iter burocratico concluso nel 2012. Dopodiché è stato necessario un altro anno per le analisi di Arpat». Il progetto, presentato ufficialmente nell’agosto 2013, attende adesso la definizione degli oneri di urbanizzazione per poi dare il via al cantiere.

Il nuovo negozio. Il primo passo sarà la demolizione completa del vecchio complesso artigianale, che lascerà il posto ad una struttura da 1.200 metri quadri di vendita, con ingresso su via Spartaco Carli, dotato di un parcheggio da 140 posti auto. L’ingresso per lo scarico delle merci avverrà da una traversa di via Diaz. Il retro dell’immobile, dove troveranno posto i magazzini, sarà sopraelevato per ospitare al primo piano gli uffici e una sala polivalente da 100 posti, con ingresso indipendente, che sarà a disposizione del paese. La ricerca di nuovo personale sarà indispensabile: «Oggi siamo in 12 – dice Ciardelli –. In futuro dovremo arrivare a 35, forse anche di più».

La filosofia. «Il progetto – prosegue – ha la doppia valenza del recupero e insieme del servizio al paese. Ad oggi i pontaegolesi si rivolgono alla nostra struttura soprattutto per le piccole spese, mentre per la spesa settimanale prendono l’auto e si spostano verso supermercati più grandi. In questo modo contiamo di invertire la tendenza, anche come mezzo per vitalizzare il paese. È un’operazione rischiosa e ambiziosa, ma confidiamo nella risposta della popolazione».

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