La manifestazione
Il corso che garantisce un lavoro tra le griffe
Un “Its”su come diventare esperti nella scelta di pellami per concerie, pelletterie e calzaturifici. Il 90% di chi frequenta questo genere di percorsi trova un posto
SANTA CROCE SULL’ARNO. Il 90% di chi frequenta questo genere di corsi trova lavoro in ditte come Gucci. È il dato che rende molto appetibile il corso di formazione d’istruzione tecnica superiore (Its) per la nobilitazione degli articoli per la moda in pelle che si svolgerà per i prossimi due anni tra le sedi del Polo tecnologico conciario (Poteco), l’istituto Cattaneo di San Miniato e della Fondazione Mita di Scandicci. Lezioni riservate a un minimo di 20 iscritti in possesso di diploma di scuola superiore con un massimo di 27 anni. I corsi in questione sono un percorso parallelo all’università, con un di esame di stato al termine e un titolo di studio vero e proprio al termine del cammino. E che hanno la quasi certezza di sboccare in un impiego praticamente sicuro.
I bisogni delle aziende. «Organizziamo corsi legati al settore della moda, sia pelletteria che tessile – spiega Antonella Vitiello, della Fondazione Mita di Scandicci – e abbiamo un’alta occupabilità dei nostri iscritti. Il motivo è da ricercare nel fatto che operiamo in stretto contatto con le aziende che fanno parte della nostra fondazione e in base ai bisogni che un determinato settore, in questo caso il conciario della provincia di Pisa, ci prospettano». Di Mita (acronimo di Made in Italy tuscany academy) fanno parte, tra gli altri, l’associazione degli industriali di Firenze, i Comuni di Prato e Scandicci, le Province di Firenze, Prato e Pisa, aziende come Gucci, Patrizia Pepe, Yves Saint Laurent. Insomma, un insieme di soggetti che concorrono a indirizzare l’organizzazione dei corsi di formazione verso sbocchi professionali piuttosto concreti.
Addetti nella filiera della pelle. Il corso, i cui termini per le iscrizioni scadono il 10 ottobre prossimo, ha l’obiettivo di formare giovani in grado di conoscere la pelle sia dal punto della materia prima che del prodotto finito. In pratica, una figura professionale che possa trovare lavoro sia in conceria che in una pelletteria o in un calzaturificio. Gli organizzatori lo definiscono un corso di eccellenza, «che non si fa per caso o perché non si trova altro di meglio», sottolinea Vitiello.
Cinquento euro di iscrizione. E infatti, partecipare a questo corso costerà 500 euro l’anno. Una cifra non proprio minima, ma che rappresenta uno stimolo in più a portare in fondo il percorso di studi. «Abbiamo visto che pagare una sorta di retta dà stimoli maggiori ai ragazzi», dice di nuovo la technical manager management della Fondazione Mita. In ballo, a questo proposito, c’è la possibilità che vengano messe a disposizione borse di studio dei più meritevoli.
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