Sicurezza
Ex parroco del Duomo lascia il sacerdozio
"Ecco perché l’ho deciso": don Claudio Desii lo spiega in una lettera ai fedeli. Fu trasferito a Pisa nel 2007 e all’epoca il vescovo Plotti venne contestato. "Continuerò a occuparmi dei più deboli e bisognosi al Centro di solidarietà di Pisa"
PONTEDERA. Al suo vescovo, monsignor Benotto, ha indirizzato poche righe. Una comunicazione quasi burocratica: «lascio lo stato clericale in maniera definitiva», gli ha scritto qualche giorno fa, Claudio Desii, ex parroco del Duomo di Pontedera, trasferito a Pisa da sette anni.Una decisione non improvvisa, maturata da un po’ di tempo.
«Le cause del mio abbandono – è la motivazione – non sono imputabili a ragioni di fede, ma a una condizione ecclesiastica diventata insopportabile e lesiva del mio ministero e della mia dignità personale». Don Claudio Desii non è più prete. Ha lasciato la chiesa.
Ai suoi amici più intimi lo ha comunicato con una lettera, nella quale cita anche ampi brani del vangelo. «Ho pensato molto se dovevo dare questa informazione alla fine ho deciso di sì - racconta - Lo ritengo necessario dal momento che abbiamo condiviso momenti importanti di vita, di amicizia e di fede». Poi prosegue: «Lascio lo stato clericale in modo definitivo». Non ha rimpianti: «sono stato me stesso, con i miei pregi e difetti, ma sempre attratto da un sogno quello di comunicare e condividere la fede nel vangelo di Gesù con fatti e parole».

L'ex vescovo di Pisa Alessandro Plotti e don Claudio Desii nella chiesa del Crocifisso a Pontedera
Non dà spiegazioni sui motivi che lo hanno spinto a prendere questa decisione. «Tornerò a farmi vivo entrando anche più nel dettaglio. Sono sereno della mia decisione e doverosamente coinvolto a ricostruirmi relazioni, lavoro e prospettive di vita. Vivrò la mia vita condividendola con chi proverò ad amare e continuerò a lavorare nei miei progetti di solidarietà e risiederò su Pisa». Qui, Claudio Desii - che dal 2010 al giugno scorso ha ricoperto il ruolo di formatore alla Caritas di Roma - è impegnato fino dagli anni Ottanta a portare avanti progetti di housing sociale con l’associazione Centro di solidarietà di Pisa, l’associazione che ha sede in via Garibaldi. Ne è presidente. «Fin d’ora vi propongo di essere solidali con la nostra associazione e di sostenerci - ha raccomandato ai suoi amici - Il progetto è quello di trasformare l’associazione in una Fondazione: succederà nei prossimi mesi. «Per custodire il patrimonio e incentivare le collette per fare solidarietà a partire da chi chiede ospitalità ed ha bisogno di un tetto».

Don Claudio Desii insieme al co-parroco don Stefano Serafini davanti al Duomo di Pontedera
Da parroco del Duomo di Pontedera, venne trasferito a Pisa dal vescovo - che all’epoca era monsignor Plotti - all’inizio del 2007. Ci furono proteste, anche durante le funzioni religiose, nei confronti del vescovo che aveva preso quella decisione. Alla base della scelta - si disse all’epoca - c’erano le divergenze tra don Desii e un altro parroco del Duomo, don Stefano Serafini, su alcuni ambiziosi progetti che interessavano immobili e altri beni della chiesa. Ma anche sulla gestione stessa della parrocchia.
Sul Tirreno del 08 novembre 2005

Sul Tirreno del 04 febbraio 2007

Sul Tirreno del 05 febbraio 2007

Sul Tirreno del 10 febbraio 2007

Sul Tirreno del 28 febbraio 2007

Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
