Sicurezza
Dermochimica, maxi investimento e assunzioni
Taglio del nastro per la nuova filiale dell’azienda di S. Croce Macchinari d’avanguardia e un impianto di cogenerazione
SANTA CROCE SULL’ARNO. «Con i nostri prodotti chimici siamo cresciuti di pari passo con l’industria conciaria. In questo distretto industriale ci siamo dal 1962. Ora stiamo per trasferirci in una nuova e più spaziosa filiale, per dare ulteriore impulso anche al nostro sviluppo, al momento 10 dipendenti tecnici, che puntiamo a potenziare», spiega Maurizio Maraviglia, presidente di Dermochimica. La pre-apertura d’inaugurazione è prevista venerdì dalle 18, con un opening party in via dei Conciatori, angolo via Caduti sul Lavoro.
Ma intanto l’imprenditore, convinto che occorra coraggio anche in tempi difficili, ha investito una cifra notevole (che non rivela). «Dico soltanto da quanto tempo ci stiamo lavorando, tre anni di tempo per edificarlo, un altro per rifinirlo, dopo la frenata per la crisi nel 2008. Ma finalmente siamo in vista del taglio del nastro», aggiunge con la soddisfazione di chi non vede l’ora di accogliere clienti vecchi e nuovi. Ma si lascia andare anche a qualche ricordo: «Affianchiamo all’esperienza diretta in conceria, la ricerca tecnologica e applicativa, una doppia competenza. Inoltre il marchio Dermochimica s’è fatto conoscere anche nello sport, sia sulle maglie biancorosse della Cuoiopelli quando fece il salto di categoria, sia su quelle, più a lungo, del Tuttocalzatura, nome della squadra di Castelfranco».
E dalla passione sportiva deriverà venerdì una sorpresa speciale per tenere a battesimo la nuova sede santacrocese: la Ferrari di formula 1, con cui Michael Schumacher vinse un titolo mondiale. Il bolide arriverà da San Marino.
Inoltre c’è anche il risvolto ambientale, vista la presenza di impianto di cogenerazione a biomassa legnosa da 160 kW, che brucia cippato di legno. Fa tutto in automatico, necessita solo di una persona per controllo. Un impianto di combustione di potenza termica nominale inferiore a 1MW e alimentato a biomasse. Funziona mediante l’abbinamento di due tecnologie: combustione su griglia mobile del cippato, e conversione dei fumi di combustione in energia elettrica mediante un ciclo termodinamico a fluido organico. Dall’alto camino, quindi, fuoriesce vapore. L’energia elettrica in più rispetto al fabbisogno di Dermochimica verrà venduta alla rete.
Un concreto progetto avveniristico, il primo in zona, così certificato: «L’installazione si configura a pieno nelle finalità di promuovere un maggior contributo delle fonti energetiche rinnovabili alla produzione di energia elettrica nel relativo mercato italiano e comunitario. Promuove una logica effettiva di filiera corta, che permette la valorizzazione di materiali “poveri”. Prevista la riduzione delle emissioni: 600-700 tonnellate di CO2 (anidride carbonica) per ogni anno di funzionamento della centrale».
Luciano Gianfranceschi
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