Il Tirreno

Pontedera

Carabinieri-eroi salvano un anziano

di Sabrina Chiellini ; di Sabrina Chiellini
Carabinieri-eroi salvano un anziano

Hanno visto il fumo uscire dalle finestre e sono intervenuti per evacuare anche le due famiglie delle case confinanti

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VICOPISANO. Hanno rischiato di morire intossicati o tra le fiamme divampate all’interno dell’appartamento, al piano terreno di una villetta, dove vive un pensionato, Piero Giusti, classe 1939, con gravi problemi di salute. Quando è stato tratto in salvo dai carabinieri non riusciva neppure a dire se in casa con lui, tra tutto quel fumo e le fiamme ormai alte in cucina, dovevano essere cercate altre persone. Il bagliore del fuoco in cucina e la preoccupazione per i vicini sono piombati nella villetta dalle pareti bianche a pochi metri dal grande viale alberato che porta al borgo medievale di Vicopisano. Una notte da incubo anche per i suoi vicini di casa, due famiglie, evacuate in fretta e furia nel cuore della notte da una pattuglia di carabinieri di San Giovanni alla Vena arrivata al momento giusto nella zona del Villaggio Fascetti.

Sono passate da poco le due quando il maresciallo Massimo Romano e l’appuntato Alessandro Petri, impegnati in un normale turno di lavoro, dopo aver sentito un forte odore di bruciato, cercano di capire cosa sta andando a fuoco. Perlustrano via Don Luigi Sturzo, vedono il fumo uscire dalla villetta, all’angolo della strada, al civico 2. Non c’è tempo da perdere ma è inutile provare a suonare il campanello. L’incendio aveva fatto saltare i contatori della corrente. I due carabinieri sfondano la porta di casa e aiutano il pensionato: è nel letto già mezzo stordito. Lo trasportano in braccio sulla macchina di servizio dopo aver chiesto l’intervento di un’ambulanza e dei vigili del fuoco di Cascina. Il fumo già denso invade anche le stanze di due appartamenti confinanti, quello dove abita insieme alla moglie uno dei figli del pensionato, Renato Giusti. E quello della famiglia di Nicola Calamita. In quest’abitazione, oltre ai coniugi Calamita, ci sono due nonne, poi costrette a ricorrere alle cure dei medici sia per lo spavento che per aver respirato a lungo il fumo. Messo in salvo Giusti, i due militari pensano a come evacuare le due case confinanti con quella del rogo. Scavalcano il cancello della villetta dei Calamita, il campanello è muto. «Era saltata la corrente – racconta al freddo nel suo giardino, Nicola Calamita, mentre osserva sconcertato le ultime fasi del lavoro dei vigili del fuoco –. Non ci siamo accorti del fumo, eravamo già mezzi storditi... Abbiamo sentito gridare: “Uscite, uscite c’è un incendio, fate presto”. Abbiamo aperto la porta di casa e solo in quel momento abbiamo capito che non c’era tempo da perdere».

Il fuoco si è sviluppato nella piccola cucina dell’appartamento abitato dal pensionato. Un problema elettrico al frigorifero potrebbe essere la causa di tutto. Ma nessuno aveva avvertito il pericolo. I pompieri restano al lavoro per oltre un’ora: l’appartamento dell’anziano non è agibile e sono inagibili anche due stanze dell’immobile al primo piano, quello della famiglia Calamita. Il fumo lascerà danni all’intero alloggio di Giusti ma i “guai” strutturali sono riscontrati solo in prossimità della zona da cui il fuoco è partito. Una notte che poteva finire in tragedia. I primi a confermarlo sono i vigili del fuoco, che prima di tornare al distaccamento stringono la mano a uno dei carabinieri intervenuti (con loro è arrivato anche il comandante Alessandro Salusti). «Siete arrivati al momento giusto, dieci minuti dopo non so cosa sarebbe successo», si complimenta il caposquadra. Intanto, il pensionato, rimasto lievemente intossicato, è stato trasportato all’ospedale e dimesso ieri per tornare a Calci, a casa dell’altro figlio, Riccardo.

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