Sicurezza
Tasi, dove la pagano gli inquilini
Nell’Unione Valdera la scelta dei Comuni è differenziata: in alcuni casi devono contribuire per un terzo
PONTEDERA. La legge prevede che una quota della Tasi, la tassa sui servizi indivisibili, sia a carico di chi occupa l'appartamento, o l'immobile commerciale, in caso di contratto di affitto.
Ma, nei regolamenti che ogni Comune ha dovuto approvare (l’ultima scadenza era quella del 10 settembre scorso), c’è chi ha avuto un occhio di riguardo per gli inquilini. E quindi sono stati esentati dal pagamento della Tasi.
Come per le aliquote, anche la scelta che chiama in causa gli inquilini è un vero caos: non c’è uniformità; né nella percentuale e neppure nelle decisioni.
Se prendiamo come esempio l’Unione dei Comuni della Valdera, notiamo che il 16 ottobre prossimo - quando c’è da versare la prima rata della Tasi (l’altra si verserà, a saldo il 16 dicembre) - dovranno pagare la loro quota percentuale, gli abitanti di Chianni, Lajatico, Palaia, Peccioli, Santa Maria a Monte e Terricciola che vivono in immobili d’affitto. A Ponsacco questa eventualità è stata decisa (nella misura del 10 per cento) soltanto per gli immobili rurali strumentali, vale a dire per quegli immobili presi in affitto per espletare l’attività agricola (per il ricovero degli attrezzi, ad esempio).
Nei Comuni al di fuori dell’Unione della Valdera, soprattutto quelli più importanti, soltanto San Miniato ha scelto di far pagare la Tasi agli inquilini degli immobili in affitto: la percentuale presceltà è il dieci per cento, la minima prevista dalla legge (si può arrivare fino al trenta per cento).
Quando non si paga. Secondo la legge che ha introdotto l'imposta, infatti, la quota a carico dell'inquilino è dovuta solo nel caso in cui il contratto abbia una durata superiore ai sei mesi nel corso dello stesso anno solare. Quindi chi ha preso in affitto un'abitazione da giugno in poi non è tenuto a pagare la sua quota, e l'intero importo della Tasi è a carico del proprietario. Lo stesso in caso di contratto terminato entro il mese di giugno. La base imponibile della Tasi è la stessa prevista per l'Imu: si tratta della rendita catastale aumentata del 5% e poi moltiplicata per 160.
I dati che servono. Gli inquilini potranno trovare la rendita catastale sul proprio contratto di locazione. Altrimenti dovranno richiederla al proprietario. In ogni caso non è tenuto a pagare chi deve versare una somma, calcolata su base d'anno, che risulti inferiore alla soglia minima stabilita dal comune, che è, in genere, pari a 12 euro.
Le scelte dei Comuni. C’è chi ha scelto di applicare delle aliquote fisse, chi, invece, si è affidato agli scaglioni che tengono conto della rendita catastale: un’aliquota progressiva, insomma, a seconda del valore della casa. C’è anche chi ha scelto di non tassare le abitazioni differenti dalla principale (e quindi, di fatto, escludendo dal pagamento gli inquilini, perché per definizione le case principali non possono essere anche in affitto).
Alcune amministrazioni comunali (quelle dell’Unione della Valdera lo hanno fatto tutte),mettono a disposizione dei propri cittadini, un programma informatico per il calcolo dell’importo da pagare.
È facile da utilizzare e si trova sulle pagine web delle singole amministrazioni comunali.
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