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Il subbuteo porta Daniele in vetta al mondo

Il subbuteo porta Daniele in vetta al mondo

CASCINA. Dategli un tavolo e 11 calciatori in miniatura e lui vi conquisterà il mondo. E non è un modo dire: il pisano Daniele Bertelli nel gioco del subbuteo è il più forte del pianeta. Il titolo è...

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CASCINA. Dategli un tavolo e 11 calciatori in miniatura e lui vi conquisterà il mondo. E non è un modo dire: il pisano Daniele Bertelli nel gioco del subbuteo è il più forte del pianeta. Il titolo è arrivato in seguito alla competizione mondiale della disciplina, organizzata il 6 e 7 settembre scorso a Rochefort, in Belgio. 22 nazioni partecipanti, più di 250 atleti coinvolti e due tipi di tornei: individuale e a squadre. Daniele ha esordito sabato nel singolo, perdendo in semi-finale contro lo spagnolo Juan Nogera e piazzandosi al terzo posto. 24 ore più tardi è stata la volta della gara a squadre, dove l’Italia è riuscita a conquistare il gradino più alto del podio. Il commissario tecnico Marco Lamberti oltre a Daniele Bertelli, ha convocato Saverio Bari, Massimiliano Nastasi, Luca Colangelo, Massimo Bolognino ed Emanuele Licheri. Un team di maestri del subbuteo, in grado di schiacciare i padroni di casa del Belgio con un secco 3-0 in semi-finale, prima di avere la meglio di misura sulla Spagna in finale. Contro gli iberici il match è stato caratterizzato da un grande equilibrio, spezzato soltanto al golden-gol dalla rete di Luca Colangelo, 18enne di Casale Monferrato all’esordio in un campionato del mondo. «È stato molto bravo – spiega Bertelli – perché ha saputo mantenere il sangue freddo in frangente in cui la tensione era alle stelle. Come se non bastasse si è trovato di fronte la punta di diamante della squadra spagnola. La sua è stata una vera impresa». Daniele parla del compagno e lo fa da veterano. I suoi 28 anni, infatti, non devono trarre in inganno. Dal 2007, anno della sua prima partecipazione ai mondiali, Bertelli ha conquistato due medaglie d’oro, una d’argento e due di bronzo. Un palmares da fuoriclasse. Con tutte queste vittorie non c’è il rischio di perdere stimoli e motivazioni per andare avanti? «Ci sono persone che hanno smesso dopo aver vinto numerosi trofei, ma non credo che sia il mio caso. Il subbuteo per me è una passione – dice ancora Bertelli – al di la dei successi. Mi diverto a giocare con gli amici e faccio lo stesso quando mi trovo di fronte avversari di altre nazioni». Finisce la giornata di lavoro, a casa per cena e poi al club con i compagni ad allenarsi. Anzi, a sfidarsi. «Il nostro allenamento non è altro che una serie di partite l’uno contro l’altro. È un modo per stare insieme e rilassarci». Strano ma vero: anche un pluricampione del mondo ha un sogno nel cassetto. «Voglio insegnare il subbuteo ai bambini. Sarebbe fantastico un giorno vedere un mio allievo trionfare ai mondiali: proprio come ho fatto io». Intanto la Black and Blue Pisa, squadra partecipante al campionato di serie A in cui milita Bertelli insieme al fratello Simone, ha vinto domenica scorsa il torneo di Lugo, composto da 24 formazioni di serie A,B e C. Inoltre i nerazzurri del subbuteo saranno presenti con uno stand al CusPlay Pisa il 27 e 28 settembre per promuovere la specialità.

Tommaso Silvi

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