Attenzione
Bocciato il piano paesaggistico
Coldiretti ha pronte le osservazioni relative alla provincia di Pisa
PONTEDERA. Coldiretti boccia il piano paesaggistico. Pronte le osservazioni al Pit che interessano molto da vicino anche la provincia di Pisa, con particolare attenzione al Valdarno Inferiore, alla Valdera e alla Valdicecina, territori a forte vocazione agricola, ma anche fortemente urbanizzati dall'espansione dell'edilizia e con un conseguente adeguamento infrastrutturale. Il testo, le cui osservazioni dovranno essere presentante entro il 29 settembre, è stato “analizzato” punto dopo punto da Coldiretti, che ribadisce di “non condividere né il presupposto culturale, né la filosofia”.
«È del tutto inaccettabile – spiega Fabrizio Filippi, presidente provinciale della Coldiretti – l'analisi con cui si individuano in alcune pratiche e colture agricole elementi di criticità per il paesaggio quando l'attività agricola, come ben sappiamo, è forse rimasto l'unico presidio a tutela del territorio e del paesaggio. La sopravvivenza dell'impresa agricola garantisce il giusto equilibrio paesaggistico del territorio; il piano, però, così messo, sembra attentare alla libertà di fare impresa, oltre a mettere a rischio i prossimi finanziamenti del Piano di Sviluppo Rurale».
Da un lato infatti, il piano pone dei vincoli molto pesanti, facendo calare sul territorio una sorta di “campana di vetro”, dall'altro la Regione Toscana attraverso il Psr intende favorire gli investimenti e dare un nuovo ulteriore impulso all'agricoltura. «Il rischio è – analizza ancora Filippi – quello di non poter spendere, e quindi investire, milioni di euro messi a disposizione dal Psr».
Per Coldiretti il piano non è “da correggere o sistemare. È tutto da riscrivere”. Nell'analisi del documento sono numerosi i “punti che non tornano”. Dall'indicazione di evitare nuovi ampliamenti del settore ortoflorovivaistico, punto che tocca da vicino i comuni di Castelfranco di Sotto, Santa Croce sull'Arno, Santa Maria a Monte, San Miniato e Montopoli Valdarno, all'accanimento contro la viticoltura che il piano intende limitare “interrompendo” l'espansione dei vigneti specializzati nella piana alle limitazioni anche per il cerealicolo nella Valdicecina. Ed ancora il vivaismo è visto come un'attività diversa dall'agricoltura, con un forte impatto negativo sul paesaggio e sull'ambiente: una sorta di paesaggio “artificiale”. Non si tiene conto che tutti i paesaggi agroforestali, salvo limitatissime eccezioni, sono artificiali. E molto altro ancora.
Per Coldiretti le contraddizioni e gli errori sono molto diffusi ed anche gravi. «Il paesaggio – prosegue nell'analisi Aniello Ascolese, direttore provinciale Coldiretti – è il risultato dell'attività agricola e dell'azione dei nostri padri, nonni, avi ma anche delle leggi, comunitarie, regionali e locali che ci hanno consentito di tutelarlo e di conseguenza modellarlo. L'obiettivo del Pit non era quello di castrare l'attività agricola e la sua azione sul territorio, ma di tutelare il nostro patrimonio paesaggistico. Il paesaggio non si protegge estremizzando i vincoli, ma trovando un equilibrio. È importante – conclude – recuperare i contenuti della modifica alla legge urbanistica, modifica che è il risultato di un lungo confronto fra mondo agricolo, Regione Toscana e sindaci e che aveva recepito le giuste esigenze delle imprese».
Intanto proprio lunedì scorso si è tenuto il primo incontro interlocutorio tra il governatore Rossi, gli assessori Salvadori (agricoltura) e Marson (urbanistica) con le associazioni di categoria. L'obiettivo è quello di trovare una sintesi tra le esigenze di tutela del paesaggio e quelle di un'agricoltura competitiva. Appuntamento tra sette giorni per la consegna delle osservazioni.
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