Il Tirreno

Pontedera

Piogge violente? Colpa del Padule

di Tommaso Silvi
Piogge violente? Colpa del Padule

La curiosa teoria elaborata da 4 esperti del Centro meteo Toscana: ecco il perché delle bombe d’acqua

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PONTEDERA. Sono 4 appassionati di meteorologia e, dopo aver osservato e analizzato i temporali estivi che si sono abbattuti sulla Toscana, hanno elaborato una curiosa teoria. Andrea De Robertis, Marco Sauro, Manuel Ferretti e Daniele Banti sostengono che alla base della violenza dei fenomeni, ultimo in ordine di tempo quello chi si è scatenato sull’empolese creando enormi danni alla vegetazione e agli edifici, ci sia l’effetto “energetico” della vasta area pianeggiante che va da Bientina a Fucecchio.

«La zona del padule misura all’incirca 2500 ettari ed è la più estesa pianura della nostra regione. Qui si concentra un gran quantitativo d’acqua nel suolo, che fornisce ai temporali una massiccia dose di vapore acqueo».

Come se su un focolaio venissero versati litri e litri di benzina, il vapore contribuisce a irrobustire e rafforzare i sistemi nuvolosi, come spiegano i quattro membri del Centro Meteo Toscana, sito che raccoglie dati e segnalazioni meteo della regione.

«Un temporale nasce quando una massa d’aria calda e umida a contatto con il suolo inizia ad ascendere e, condensandosi il vapore acqueo in essa presente, da origine alla formazione della nube temporalesca. Le condizioni favorevoli allo sviluppo di un temporale sono quindi aria calda e umida nei bassi strati e aria secca e fredda in quota».

Un procedimento che si è ripetuto più volte quest’estate tra le province di Pisa e Firenze, martoriate dalla furia del maltempo. L’episodio più clamoroso resta quello di venerdì scorso, quando su Empoli e zone limitrofe si è generata un’autentica tempesta di pioggia e vento, in grado di scoperchiare case, sradicare alberi e allagare interi paesi. «Il 19 settembre – proseguono nell’esporre la loro teoria i 4 del Cmt – un violento temporale si è formato sui litorali lucchese e pisano, trasferendosi poi verso l’interno della regione. L’incremento di energia procedendo verso il Fiorentino è stato evidente, proprio in coincidenza con le aree pianeggianti del padule. Le raffiche di vento hanno raggiunto i 200 km/h, risultando devastanti».A detta di Andrea, Marco, Manuel e Daniele sarebbe stata proprio la porzione di terreno compresa tra Bientina e Fucecchio a fare da miccia per l’esplosione dei temporali. Colpa di un’estate anomala in termini precipitativi, che ha lasciato al suolo millimetri di pioggia lontani dalla media del periodo. «La quantità di acqua presente sul padule nei mesi di Giugno e Luglio non ha precedenti negli anni recenti. A luglio in particolare gli accumuli sulle nostre zone hanno toccato valori record, con punte di 250mm: dieci volte al di sopra della media stagionale».Da ricollegare alla forza esplosiva del padule anche gli episodi del 29 giugno e 6 agosto, quando in entrambi i giorni il centro di Pontedera è finito sott’acqua. «Non è un caso che negli ultimi 3 mesi l’interno Pisano e l’ovest Fiorentino siano stati presi di mira da violenti temporali, che si sono letteralmente rigenerati –concludono i meteo appassionati - grazie al notevole contributo di umidità presente nell’area del padule. Capricci della natura che comunque hanno tempi di ritorno, nel caso della bufera del 19 settembre, ultrasecolari».

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