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Ecco l’assessore pallavolista che ama il gioco di squadra

Ecco l’assessore pallavolista che ama il gioco di squadra

Battesimo istituzionale per Alessia Dei all’inaugurazione della scuola Petrelli «Orgoliosa dell’incarico». E sul Rosso: «Farà conoscere Volterra al mondo»

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VOLTERRA. Ha già pronte le valige che la riporteranno in pianta stabile a Volterra dopo aver vissuto a Camaiore. Intanto, questa mattina Alessia Dei si godrà la prima uscita pubblica da assessore alla cultura e istruzione del Comune di Volterra all’inaugurazione della scuola Petrelli.

Le dimissioni di Patrizia La Porta dopo neanche tre mesi di mandato (in polemica sulla mostra del Rosso Fiorentino) e la chiamata del sindaco Marco Buselli hanno avuto l’effetto di un ciclone in casa Dei.

Emozionata?

«Molto. Soprattutto sono fiera di questo incarico prestigioso nella mia città».

Lei abita a Camariore.

«Ma sono volterrana doc e poi, visto l’impegno tornerò a vivere in città. Ho già iscritto i miei figli a scuola. Mi trasferirò per una seconda volta dove sono cresciuta».

Quando è arrivata la chiamata da palazzo dei Priori?

«Non ricordo bene. Mi sembra nel fine settimana. La questione è stata sciolta in poco tempo. Mi sono riunita ad un tavolo con la mia famiglia e ho detto di sì».

Lei aveva partecipato al bando per la selezione dell’assessore alla cultura.

«Quando è stato pubblicato ho deciso di candidarmi».

Quali sono le sue competenze?

«Sono dieci anni che lavoro per la formazione Mi sono occupata di fondi europei e sociali. Poi ho fatto orientamento al lavoro. Visto che per i progetti presentati in questi anni abbiamo collaborato con le scuole ho avuto modo di comprendere come funzioni la pubblica amministrazione».

Quindi, avrà le idee chiare sui prossimi obiettivi?

«Per quanto riguarda le priorità chiedo di aspettare un attimo. Voglio studiarmi bene tutte le questioni per compilare una scaletta delle priorità».

La sua è una nomina esterna. Come giudica le scelte della lista civica di Buselli?

«Ho seguito la campagna elettorale da lontano. Le idee, però, mi sembrano molto valide».

Un giudizio sulla mostra del Rosso Fiorentino?

«Quest’anno l’ho visitata d’agosto con i miei figli. Mi sono goduta la mia città da turista. Credo che l’allestimento sia molto bello. Il Rosso Fiorentino è un’arma importante per far girare nel mondo il nome di Volterra».

Via, ma un sogno nel cassetto ce l’avrà?

«Vorrei essere capace di organizzare delle iniziative importanti per ogni fascia di età; dai più grandi ai più piccoli».

Come le sembra la squadra di giunta?

«Sono bravi ragazzi. Ci siamo riuniti solo due volte e l’impressione è buona».

Volterra è una piazza difficile: spaventata?

«Mi piacciono i cambiamenti e vivo questo momento con molto orgoglio. Per quindici anni ho giocato a pallavolo e mi piace il gioco di squadra. Lavorerò con questa mentalità».

Rino Bucci

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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