Gioco
Musica, foto, festa: il Chiarugi vive
A partire dalle 15 il vecchio padiglione torna ad ospitare l’arte per un giorno
VOLTERRA. Il Chiarugi torna a vivere, oggi. L'associazione di Volterra Lec, Libera Espressione Creativa, presenta “Chiarugi Redemption Party”. A partire dalle 15 otto ore gratuite di musica, fotografia, pittura e video, e bibite a offerta, alle porte di quel vecchio padiglione del manicomio della città dove, a partire dagli anni ’80 e fino ai inizi anni 2000, furono ricavate le sale prova per le varie band di Volterra. Là, tra le cui stanze, fra polvere, jack sfilacciati, suggestioni dark-punk e la perenne magia dei giri di basso di Flea, ha imperversato per anni la stragrande maggioranza dei gruppi musicali e dei vari artisti della “wave” volterrana e non solo. Personaggi noti e meno noti. Gente che ha bruciato il proprio fuoco in mezza giornata, e professionisti ancora oggi in auge. Fra i nomi d’eccellenza che sono passati dal Chiarugi Alessandro Finazzo, volterrano e funambolico chitarrista delle Bandabardò; Paolo Baglioni, già batterista di Piero Pelù; Francesco Magnelli, grande tastierista dei Lirfibe e dei Csi. Nondimeno, tra le glorie indigene, il raffinato chitarrista e compositore Andrea Salvadori; Tiziano Barbafiera, che dal rock ha poi conquistato una posizione importante nel mondo della lirica; il batterista Marzio Del Testa; il cantautore Nicola Pineschi; il cantante Massimigliano Casalini, attualmente consigliere provinciale di Sel. Tra i carichi da undici dell’underground nazionale che hanno avuto contatti col Chiarugi è d’obbligo altresì ricordare il cantautore emiliano Andrea Chimenti, la storica chitarra dei Diaframma Federico Fiumani, il cantante napoletano Daniele Sepe, Morgan dei Bluvertigo. Nonché i non ancora famosi Negrita, che si esibirono al Chiarugi insieme con la Bandabardò a inizio anni ’90, nella stessa sera in cui venne atteso per ore Frankie Hi-Nrg che non riuscì a raggiungere il posto perché smarrito in auto tra le ubriacanti curve dell’Alta Valdicecina. Il Chiarugi rivivrà per un giorno grazie ai suoi ex inquilini: musicisti, fotografi, video-maker, dj, che alla chiusura del padiglione si unirono nell’associazione Lec. «Ci unimmo per fare massa e chiedere spazi alternativi, piccoli passi sono stati fatti, la festa è un revival, si spera sia una giornata piacevole, vorremo farne anche un dvd – spiega l’artista Nico Lopez Bruchi - ma è comunque un modo per ricordare che mancano i luoghi per esprimersi».
Gianni Bianchi
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