Sicurezza
In marcia per lottare contro il gioco sfruttato dalle mafie
In tanti alla passeggiata della legalità fino al parco fluviale Realizzati nuovi mattoni da portare nei campi confiscati
PONTEDERA. «Passeggiamo su questi temi, mettiamoci in cammino. Uniamoci». Così don Armando Zappolini ha dato il via - da piazza Peppino Impastato, alla seconda edizione della passeggiata della legalità. Sei chilometri, con tante tappe intermedie, dallo Scolmatore al parco fluviale della Rotta. Arrivo in piazza don Puglisi. «Una manifestazione – ha sottolineato Gianni Ferdani dei Cantieri Osso del cane - voluta dalle associazioni, dall’amministrazione comunale, da Libera, Arci. E che quest’anno ospita la battaglia “mettiamoci in gioco, la lotta alle ludopatie, al gioco d’azzardo, alle mafie che di questo vivono».
Il percorso è partito già dai giorni scorsi. «Abbiamo cominciato a “sporcarci le mani – spiega ancora Ferdani – realizzando i mattoncini della legalità, che vengono cotti nel forno della festa dei fischi e dei campanelli e poi saranno portati nei campi sottratti alla criminalità organizzata».
I campi dove gli studenti delle nostre scuole vanno, d’estate, a fare esperienze. Lo racconta il sindaco di Pontedera Simone Millozzi. «A luglio sono stato a trovare gli studenti del liceo classico e scientifico di Pontedera che erano a lavorare nei campi sottratti alla camorra, nella zona intorno a Caserta – racconta Millozzi – Abbiamo firmato anche un documento, una specie di ponte tra i due territori, con l’obiettivo di far rivivere questi territori confiscati alle mafie».
La presenza di don Zappolini alla marcia ha proprio questo significato. «Parlano i numeri – dice il parroco che è impegnato a livello nazionale, nella lotta al gioco d’azzardo – ci sono 800mila persone coinvolte nel gioco; molti con patologia di dipendenza. E sapete quanti tossicodipendenti sono stati curati nei Sert d’Italia? la metà. Nei giorni successivi alla riscossione delle pensioni le vendite di gratta e vinci salgono del 25%. C’è chi, per colpa del gioco, si uccide. È accaduto anche vicino a noi».
La campagna di lotta “mettiamoci in gioco” raccoglie l’adesione di 32 enti, dall’Arci all’acli, dai Comuni attraverso l’Anci alle associazioni. «Un movimento trasversale – spiega don Armando – Occorre essere in tanti perché quello che dobbiamo contrastare è molto forte. Stiamo dando un contributo al governo: abbiamo stilato 14 punti per una legge; contribuiamo alla discussione nelle commissioni parlamentare. Ora il disegno di legge è stato presentato in aula; ha ricevuto l’okay di molti ministeri. Ma non ha quello delle Finanze e della Ragioneria di Satto. Mancano i soldi». A novembre, in città, sarà organizzato (grazie ai soci Coop) un convegno sul tema, con figure di spicco nazionale nella lotta al gioco. «Di strada da fare ce n’è tanta– conclude don Zappolini – per questo è davvero il caso di mettersi tutti in marcia».
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