Il Tirreno

Pontedera

Un’ordinanza per tenere lontani i “clienti” dal bosco

di Sabrina Chiellini
Un’ordinanza per tenere lontani i “clienti” dal bosco

Montefalcone: il Comune sta lavorando per scoraggiare la sosta lungo la strada di chi cerca trans o spacciatori

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CASTELFRANCO DI SOTTO. La battaglia contro gli spacciatori che hanno scelto il bosco vicino alla riserva naturale di Montefalcone come loro quartier generale passa anche attraverso una maggiore cura degli spazi a verde lungo la strada provinciale Castelfranchese. Così l’amministrazione comunale e il sindaco Gabriele Toti stanno lavorando a più idee per affrontare i problemi che riguardano la zona di Montefalcone ed essere così di supporto anche ai servizi organizzati in maniera congiunta dai carabinieri e dal personale del Corpo Forestale dello Stato. Dopo aver visto, grazie alla collaborazione della Forestale, grandi quantità di rifiuti abbandonati nel bosco dove gli spacciatori bivaccano, abbiamo chiesto al sindaco Toti come l’amministrazione comunale pensa di intervenire in questa area. «Il tema di fondo è quello della legalità – comincia Toti –. Il lavoro svolto su questo versante, sia per quanto riguarda i controlli per contrastare la prostituzione che lo spaccio di sostanze stupefacenti, dai carabinieri e dalla Forestale è importante. A loro va il nostro ringraziamento. Nei prossimi giorni cercherò di contattare i carabinieri, che hanno effettuato diversi arresti a Montefalcone, per avere un confronto su come continuare a intervenire in questa zona». Il Comune sta lavorando a un piano che crei le condizioni per contrastare le attività illegali. In particolare sta cercando di capire se anche lungo la Castelfranchese possa essere attuata la stessa ordinanza che il sindaco di Bientina Corrado Guidi ha emesso, ormai da più di un anno e con successo, lungo la strada provinciale Bientinese per allontanare prostitute e clienti. «L’ordinanza, con divieto di fermata lungo la strada che attraversa la zona di Montefalcone, dovrebbe ostacolare l’arrivo dei clienti». Sia di chi cerca prestazioni sessuali a pagamento e chi arriva per acquistare “fumo” e cocaina dagli spacciatori rintanati nella vegetazione. «Su questo cercheremo un confronto anche con la Provincia, competente lungo la strada. Se impediamo la sosta e la fermata aumentiamo anche la sicurezza stradale: in questa via infatti ci sono stati più incidenti stradali». Per quanto riguarda il degrado ambientale e le montagne di rifiuti prodotte da chi vive e frequenta il bosco vicino alla riserva l’amministrazione pensa di coinvolgere le associazioni per pulire il bosco. «Alcune aree sono private ma vogliamo organizzare giornate per la tutela del bosco, come abbiamo fatto in passato, – dice il sindaco – ma anche lavorare per un diverso utilizzo del bosco con il progetto sulla filiera corta del legno che ha finalità anche di tipo economico».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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