Il dolore
Quel prete patito di Coppi e che giocava bene a calcio
San Miniato Basso ricorda don Vinicio Vivaldi a dieci anni dalla scomparsa con una mostra fotografica e una tavola rotonda. «Era un ragazzo tra i ragazzi»
SAN MINIATO. A dieci anni dalla scomparsa di don Vinicio Vivaldi, la parrocchia di San Miniato Basso ha ricordato l'indimenticato parroco con una serie di iniziative: la messa solenne, officiata da don Luciano Niccolai e concelebrata da altri sacerdoti del comprensorio, ma anche la mostra fotografica, con tante immagini per ripercorrere la vita di don Vivaldi nella parrocchia dei santi Martino e Stefano e una tavola rotonda, coordinata dal dottor Marzio Gabbanini, che ha visto la partecipazione di oltre duecento persone e di diverse autorità che hanno ricordato con affetto la figura del parroco scomparso nel 2004.
Un insieme di eventi che ha toccato il cuore di tanti parrocchiani. Le iniziative sono state fortemente volute da un comitato di persone nato spontaneamente nei mesi scorsi: tra i fautori c'è Pierluigi Lari, sanminiatese doc e braccio destro di don Vivaldi nelle tante attività da lui promosse. «L'ho conosciuto nei primi anni '50, quando ancora frequentava il seminario – racconta – io avevo appena 15 anni e, durante la libera uscita, scendeva a San Miniato Basso assieme ad altri compagni per giocare a calcio in un cortile molto stretto, dove le porte erano dipinte sul muro. Instaurò con noi un rapporto speciale e lo proponemmo al parroco del tempo, don Nello Micheletti, minacciandolo così: «Porti don Vinicio a fare il cappellano qui, altrimenti smetteremo di frequentare la dottrina. Tifa Fausto Coppi e gioca bene al calcio. Nel 1953 entrò a San Miniato Basso, di cui divenne sacerdote tredici anni più tardi. In paese mi chiamano Larone: fu proprio il “proposto” ad affibbiarmi questo nome e io ne sono fiero».
Don Vivaldi fece breccia fin da subito nel cuore degli abitanti del paese. Classe '29, proveniva da San Pierino ed era figlio di pescatori. «Era un ragazzo tra i ragazzi – continua Lari – che riusciva a trasmetterci la fede ed i valori di onestà e correttezza, tipici dello sport . Riuscì a portare tantissimi giovani nel campetto parrocchiale e non ci dimentichiamo che è stato lui il fondatore della Folgore Pallavolo, che nel 2014 festeggia 50 anni di attività».
L'idea della mostra fotografica è nata proprio dalla volontà di don Vinicio Vivaldi. «Quindici anni fa – racconta il grande amico del sacerdote – durante la malattia mi si rivolse proponendomi di organizzare una serata con tante foto, dedicata a tutti coloro che avevano giocato sul campetto parrocchiale. E non è un caso che i visitatori della mostra fotografica siano stati oltre cinquecento». Alla tavola rotonda poi, hanno presenziato il sindaco Vittorio Gabbanini, il parroco attuale don Luciano Niccolai, il governatore della Misericordia Alessandro Mancini, il vice presidente Fratres Vladimiro Adorni, il presidente della Casa Culturale Gabbriello Bertini, il dirigente della Folgore Pallavolo Mario Maltinti, oltre a Marco Ciaponi e Gino Mazzoni del comitato organizzativo. Presenti anche alcuni membri della Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato e dell'amministrazione comunale, che hanno sostenuto fattivamente l'iniziativa. «A ciascuno di loro voglio inviare il mio grazie – continua Lari – perché hanno reso omaggio ad una persona che ha fatto molto per San Miniato Basso. Non è mancato anche l'intervento di sacerdoti come Luciano Marrucci, Idilio Lazzeri e Giampiero Taddei, che hanno trascorso con don Vinicio tanti bei momenti. Inoltre la folta platea ha contribuito ulteriormente ad animare la conversazione, chiedendo la parola in più di un'occasione». Tra i presenti in sala parrocchiale, anche Franco Bitossi e Primo Mori: due gloriosi ciclisti del tempo, accomunati dalla stessa passione dell'ex parroco di San Miniato Basso. «Era un patito di Fausto Coppi – afferma Lari – che gli donò una bicicletta da corsa e che teneva nella canonica. Ne era gelosissimo: dopo il monumento a Papa Giovanni, era il suo cimelio più prestigioso. Attualmente questo pezzo di storia è conservato dai nipoti, che negli ultimi giorni mi sono stati d'aiuto per esporre tante memorie del loro amato zio». La mostra fotografica resterà aperta anche nel prossimo fine settimana. Le porte della sala parrocchiale riapriranno sabato, alle 16, mentre nella giornata di domenica i locali attigui alla chiesa saranno aperti da mattina a sera.
Filippo Latini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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