Il dolore
Quando la Cuoio era in schedina
Serata di aneddoti con gli ex Spalletti, Melani, D’Arrigo e Lazzerini
SANTA CROCE SULL’ARNO. Non era ancora cominciata la serata amarcord su il calcio 60 anni fa, che già guardando le foto d’epoca fiorivano gli aneddoti, mentre un filmino riproponeva anche partite della Cuoiopelli negli anni ‘50. «Quando pioveva, il pallone sui campi fangosi arrivata a pesare 6 chili, tirando di testa c’era da farsi male», ha rievocato Marco Maccheroni, delegato provinciale Figc. E il pittore Giuseppe Lambertucci, davanti al suo quadro del bomber Rinaldi che firma con un gol in contorsione per il ritorno in serie D, ha aggiunto: «Questo è il quadro del presidente Endro Lupi, ma ne ho dovuto fare un altro similare per la sede societaria». Altra serata amarcord per i 60 anni della Cuoiopelli in una serata davvero speciale.
Sollecitati da Maurizio Bolognesi di Radio Bruno, dopo il saluto del presidente biancorosso Arcangelo Ceglia, e dell’assessore allo sport Piero Conservi, nel giardino di Villa Pacchiani, i tanti protagonisti della storia biancorossa si sono lasciati andare ai ricordi. Con il primo applauso a Romano Fogli, che 50 anni fa nel Bologna, con un suo gol contribuì a vincere lo scudetto 1964 nello spareggio con l’Inter. «Non ho giocato nella Cuoiopelli, ma mi allenavo con loro quando smettevo di lavorare a Santa Croce, prima di diventare professionista; poi il biancorosso l’ha indossato mio figlio». Renzo Melani, allenatore vincente, ha aggiunto di essere stato «un calciatore juniores, ma ho imparato a fare l’allenatore».
Alberto Lazzerini, 8 anni alla Cuoiopelli, 2 campionati vinti, è stato «anche in schedina per Siena-Cuoiopelli». Ha aggiunto Luciano Spalletti, che «Lazzerini era il Mourinho dei dilettanti, mi aveva portato con sé dalla Volterrana, ma non mi faceva giocare perché ero lento». Chi va piano va lontano: fino allo Zenit san Pietroburgo. Francesco D’Arrigo ha elogiato Spalletti «che va a osservare anche le squadre dilettanti, perché si può sempre trovare uno spunto per migliorare il gioco». Alberto Batistoni, scartato dalla Fiorentina trovò a Santa Croce «il portiere Fabio Soldaini, che aveva giocato in serie B. Mi disse che calcio ne aveva visto tanto, come me pochi, e mi ridiede fiducia fino ad arrivare in serie A». Carlo Paolo Battaglioli, da 25 anni tecnico con la Cuoio, ha rievocato «la promozione in serie C1 rubataci a Montevarchi nel 1988, con un gol in fuori gioco negli ultimi minuti».
Le iniziative continuano: a Villa Pacchiani, oggi alle 18,30 il convegno “Le società sportive: problemi, responsabilità, opportunità”, coordina Francesco Banchelli. Infine domani alle 16,30 anticipazioni su ”Almanacco biancorosso, cifre ricordi e aneddoti”, e premiazione dei protagonisti della storia della Cuoiopelli.
Luciano Gianfranceschi
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