Sicurezza
Collezionista choc, allarme tra le ragazze
Numerose le scritte apparse in città. Compra intimo femminile usato. «Pago quindici euro al paio»
PONTEDERA. Ha tappezzato la fermata della navetta. Poi ha rinnovato l’invito sulle scale esterne e nei bagni all’interno del cinema. In tutta la zona del Cineplex, nel quartiere Oltrera, compare la solita scritta fatta col pennarello nero. Su qualsiasi tipo di superficie. “Compro intimo femminile usato”, e accanto il numero di telefono. Letto di sfuggita, magari mentre si aspetta l’autobus, può sembrare uno dei tanti scherzi di cattivo gusto fatti tra amici. Ma basta farsi un giro nel parcheggio del multisala per cambiare totalmente idea. La scritta compare ovunque, in orizzontale o addirittura in verticale dove lo spazio è ridotto. Un fenomeno inquietante non appena se ne scopre l’estensione nel raggio di poche centinaia di metri. E dopo aver letto per decine e decine di volte l’annuncio, una professoressa di un liceo pontederese ha deciso di parlarne con le proprie studentesse. «Ragazze non fate sciocchezze. Spesso dietro a quella che all’apparenza sembra una richiesta quasi comica si nasconde una mente malata con la quale è meglio non entrare in contatto».
Noi invece abbiamo voluto provarci. Ci siamo recati al Cineplex, una breve passeggiata di perlustrazione, il numero digitato al cellulare e via. «Ho letto l’annuncio, sono interessata a venderti le mie mutande», ha esordito la nostra giornalista. Prontissima la risposta dall’altra parte, quasi come se ci fosse un copione da seguire già recitato chissà quante volte. «Va bene, perfetto, ma non devono essere lavate». Dice che ama collezionare l’intimo: «se poi si instaura un rapporto confidenziale con la ragazza, tanto meglio». Non è quindi l’incontro la parte fondamentale. Si parla come in una trattativa qualsiasi. Il sospetto di non avere a che fare con un giovanotto diventa presto una certezza. «Ho 38 anni». L’imbarazzo iniziale svanisce lentamente. La giornalista prova a entrare nella mente dello strano personaggio. «Ma cosa ti spinge a pagare per avere mutande usate da donna?» Il 38enne, che dice di abitare a Pisa, ribadisce che si tratta di una passione, ma resta sorpreso quando scopre che l’età della donna con cui sta parlando è di 49 anni. Per un paio di slip dice di essere disposto a sborsare 15 euro. Cifra di poco conto per un adulto. Chimera per una ragazzina. Perché con 15 euro è possibile consumare 3 drink in un pub. Oppure entrare in discoteca senza dover sborsare un centesimo. Un “giochino” allettante per chi sta navigando negli anni della spensieratezza. Chiami, consegni le mutande e intaschi il denaro. Sembra tutto così facile.
Lo stupore di fronte all’età avanzata dell’interlocutrice fa pensare che a far squillare il cellulare al bizzarro dispensatore di annunci siano soprattutto adolescenti. Pronte a tutto pur di rimediare soldi con cui pagarsi i vizi. Nessuno però sa chi si nasconde dietro a quelle scritte fatte con il pennarello nero. Di certo c’è che non è l’unico ad avere questo tipo di comportamento a dir poco stravagante. Su internet, infatti, ci sono milioni di siti che gestiscono la compravendita di intimo femminile usato. Giappone, Italia, Stati Uniti, Germania. Richieste e offerte da ogni parte del mondo. Addirittura esistono luoghi virtuali dove donne più o meno giovani mettono in vendita la propria biancheria all’asta. Chi offre di più si prende le mutandine.
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