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Dona al Meyer i soldi del risarcimento del furto

Dona al Meyer i soldi del risarcimento del furto

PONTEDERA. Stanca dei continui furti di rose bianche e di fiori sulla tomba del giovane figlio, morto in un incidente stradale, una mamma di Pontedera si era rivolta alla polizia municipale. E con...

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PONTEDERA. Stanca dei continui furti di rose bianche e di fiori sulla tomba del giovane figlio, morto in un incidente stradale, una mamma di Pontedera si era rivolta alla polizia municipale. E con un piccolo “trucco” - sulle rose bianche era stato disegnati un puntino di inchiostro - i fiori erano stati recuperati su un’altra tomba. E finalmente era stato denunciato l’uomo che prendeva i fiori dalla tomba di Valerio. L’incubo per la madre che aveva avuto il coraggio di denunciare il 50enne, finito a giudizio con l’accusa di furto, non era finito. «Tante volte in questi anni – racconta – mi sono sentita guardata in maniera strana perché non avevo voluto ritirare la denuncia. L’ho fatto per l’amore che ho verso mio figlio. Non volevo piegarmi a quella situazione. Per tanto tempo dalla tomba di mio figlio sono spariti i fiori». Alla fine l’uomo ha scelto la strada del patteggiamento al processo penale pensando di poter chiudere la vicenda. La mamma di Valerio però non si è arresa. Si è rivolta al giudice di pace di Pontedera e ha iniziato una causa contro il 50enne per ottenere un giusto risarcimento, non solo dei danni economici ma soprattutto di quelli morali. «Il giudice di pace ha accolto la nostra richiesta – racconta la donna – e lo ha condannato a pagare un risarcimento dei danni pari a 1030 euro. La somma si riferisce al solo furto che ha permesso alla polizia municipale di Pontedera di chiudere le indagini, dopo che più volte avevo denunciato i furti avvenuti sulla tomba di mio figlio».

Una storia infinita e la sofferenza di una mamma. «Davanti al giudice l’uomo si è difeso dicendo che quel giorno aveva preso le rose bianche dalla tomba di mio figlio perché aveva dimenticato il portafoglio a casa e voleva portare i fiori alla madre. Non mi pare una giustificazione accettabile e anche per questo non me la sono sentita di accettare le sue scuse che sono arrivate solo quando c’è stato il processo penale».

Per chiudere definitivamente questo triste capitolo la cittadina, appena ha ottenuto il risarcimento, ha deciso di donare l’intera cifra all’ospedale pediatrico “Meyer” di Firenze.

«A volte non mi sono sentita compresa – dice la donna –. Ci sono stati sguardi e parole di troppo. Ma io se sono andata fino in fondo in questa storia l’ho fatto per mio figlio, per rispetto alla sua memoria. E non certo per soldi». Anche per questo la donna ha deciso di rendere pubblica la donazione. Nelle piccole comunità, si sa, è facile conoscersi. «A nessuno devono restare certi dubbi», spiega la donna. Che ora può tirare un sospiro di sollievo.©RIPRODUZIONE RISERVATA

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