Sicurezza
Il rivoluzionario alla corte di Renzi
L’ex consigliere di Rifondazione con la moglie nello staff del premier
SAN MINIATO. «Ci sono comunisti che lavorano in banca, nelle multinazionali e nell’esercito. Quindi, credo possa essercene uno anche nello staff del Governo Renzi. In Italia non abbiamo leggi maccartiste». Non fa una grinza il ragionamento di Pilade Cantini, che risponde con un velo d’ironia, alla curiosità suscitata dalla notizia della sua chiamata a Roma.
Il rivoluzionario sanminatese che il premier ha a fianco a sé, nella sua squadra, per rispondere alle migliaia di messaggi in arrivo ogni giorno sulla sua posta. Con lui, nello staff del “rottamatore”, approderà anche la moglie Elena Ulivieri, 33 anni, anche lei sanminiatese doc, la comunicazione del premier sui social network. «Qualche mese fa mi è stata avanzata la proposta e l’abbiamo valutata», racconta Pilade, che ci risponde dall’appartamento romano, in zona Campo dei Fiori, dove la coppia si trasferirà a giorni insieme a figli. «Sicuramente – dice – metterò in valigia il mio essere sanminiatese, il legame con la terra dove sono cresciuto».
L’avventura di Cantini, oggi 42enne, si è legata al Teatrino dei Fondi e alla piccola casa editrice Titivillus di Corazzano, tra il ‘95 e il ‘99 è stato assessore nella seconda giunta Lippi con deleghe a turismo, attività economiche e sport. Iscritto a Rifondazione, Cantini è un «comunista marxista leninista, con tutto ciò che ne consegue». Fa parte anche del gruppo “Rossi per’ forza” un gruppo che scrive e canta pezzi rivoluzionari.
«Ho riferimenti culturali precisi – racconta – ma questo non mi impedisce di ricoprire dei ruoli tecnici». E la tecnica, per Pilade, sta nelle capacità letterarie, quella bravura a scrivere che è stata la chiave per aprire le stanze del potere fino a palazzo Chigi. Nel 2010 la prima chiamata alla corte di Renzi, a Palazzo Vecchio, come capo segreteria dell’assessore Massimo Mattei, e dal 2013 del successore Filippo Bonaccorsi. «Fra me e il presidente del Consiglio – racconta – c’è un rapporto di simpatia e di stima reciproca. Ci è capitato spesso di parlare di politica, ma così come parliamo di Fiorentina o magari ci scambiamo opinioni su qualche libro. Come si fa tra persone normali».
Giacomo Pelfer
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