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Divisa infermieri, l’ospedale rischia una marea di ricorsi

Divisa infermieri, l’ospedale rischia una marea di ricorsi

PISA. Cosa farà l’Aoup, Azienda ospedaliero-universitaria, adesso che una sentenza del giudice del lavoro le impone di retribuire 18 minuti al giorno a sei infermieri quale “tempo per indossare la...

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PISA. Cosa farà l’Aoup, Azienda ospedaliero-universitaria, adesso che una sentenza del giudice del lavoro le impone di retribuire 18 minuti al giorno a sei infermieri quale “tempo per indossare la divisa”? Considerando i trenta giorni concessi per presentare appello e il fatto che il tempo non scorre durante le ferie dei magistrati (vanno dal primo agosto al 15 settembre), l’Azienda ha ancora un mese per decidere se ricorrere: presto per chiedere posizioni ufficiali. Ma due indizi lasciano supporre che l’appello ci sarà: l’Aoup ha pagato i cinque anni di arretrati riconosciuti dalla sentenza, ma non il tempo per la vestizione e svestizione di tutti gli anni successivi, dal 2011 in poi; inoltre, con un nuovo accordo sindacale proprio di quest’anno, ha concesso a tutti i suoi dipendenti cinque minuti in tutto (entrata più uscita) per cambiarsi d’abito. Insomma, sulla quantificazione del tempo l’Aoup sembra disposta a dare battaglia.

Intanto è già partito, sempre curato dall’avvocato Leonardo Rossi, un nuovo procedimento presso il giudice del lavoro che mira a recuperare la retribuzione del tempo per indossare la divisa anche negli anni successivi a quanto scritto nella sentenza del giudice Elisabetta Tarquini. Infatti, nella condanna pronunciata a carico dell’Aoup viene riconosciuto un diritto; allora il ragionamento che fanno i ricorrenti è molto semplice: se il diritto vale sempre e il giudice lo ha quantificato fino al 31 dicembre 2010, noi chiediamo l’estensione anche per il dopo. Farà prima il giudice in primo grado a chiudere il nuovo processo, oppure quello d’appello eventualmente a correggere la quantificazione del vecchio? Al massimo in appello può cambiare il conto dei minuti. Ci sono una marea di precedenti che riconoscono il diritto. In ambito sanitario il Tribunale di Milano si è espresso nel 2010 sull’ospedale di Bergamo. In generale, invece, la Cassazione ha stabilito che quando il cambio di divisa è operazione disciplinata dal datore di lavoro, esso è da considerarsi lavoro effettivo.

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