Attenzione
Cinque mesi per il nuovo ponte sull’Egola
Cantiere aperto entro ottobre e fine lavori prevista al massimo ad aprile per 970mila euro finanziati dalla Regione
SAN MINIATO. Sarà un cantiere a tappe quello per la costruzione del nuovo ponte sull’Egola, con una serie di passaggi preliminari che inizialmente non comporteranno l’interruzione della viabilità. L’avvio dei lavori è previsto «entro fine settembre», dicono i tecnici del Comune che aggiungono: «ma la chiusura del ponte non avverrà fino a quando non saremo in grado di dire quando lo riapriremo». È l’impegno che il direttore dei lavori, Massimo Viviani, ha assunto con i cittadini di Ponte a Egola, presenti l’altra sera all’illustrazione dell’opera alla scuola Buonarroti. «Un’opera che viene da lontano e che servirà a mettere in sicurezza l’Egola – ha ricordato il sindaco Vittorio Gabbanini – La conclusione è prevista in 150 giorni. Mi riterrei soddisfatto, sinceramente, se fosse tutto pronto nel mese di aprile». Insieme a lui anche l’assessore Manola Guazzini, il dirigente Antonino Bova, il comandante Dario Pancanti e i tecnici Monica Salvadori e Paolo Bianchi.
Il nuovo ponte. «Il progetto – ha ricordato Guazzini – è maturato dopo gli eventi alluvionali degli anni ’90, che spinsero l’amministrazione ad avviare un percorso con la Regione, il Consorzio di Bonifica e l’Autorità di Bacino». In base all’accordo di programma del 2013, il progetto è stato inserito in testa all’elenco delle priorità, con un investimento di 970mila euro interamente finanziati dalla Regione. I lavori prevedono la costruzione di un nuovo ponte con struttura ad “arco ribassato”, poggiante su due piattaforme ancorate ad un sistema di 23 pali ciascuna fissati nel terreno. La nuova struttura avrà una una lunghezza di 24 metri larghezza complessiva di 10, di cui 7 di carreggiata stradale (3,5 per senso di marcia), più i due marciapiedi laterali da 1 metro e mezzo ciascuno, che saranno più alti di 40 centimetri rispetto alla sede stradale e isolati dal traffico attraverso appositi parapetti.
Le fasi del cantiere. Nella prima fase dei lavori, che non intaccherà la viabilità sulla Tosco Romagnola, è previsto il posizionamento di pali provvisori ai due lati della struttura, sui quali saranno alloggiate le condotte dei sottoservizi oggi attaccati al ponte. A quel punto, sulle due sponde, in via Diaz e via Pannocchia, inizierà lo scavo per piazzare i pali che dovranno sorreggere le platee di appoggio per la nuova struttura. In questa fase, l’idea è quella di procedere su una corsia per volta, in modo da consentire il transito a senso alternato. La chiusura definitiva del ponte, e quindi la sua demolizione, avverrà quando la struttura prefabbricata del nuovo ponte sarà già pronta per essere appoggiata sopra l’Egola. «Vogliamo mantenere l’obiettivo di limitare a 3 mesi la chiusura della viabilità», ha detto il direttore Viviani.
L’ipotesi passerella. Ancora tutta da verificare, invece, la possibilità di creare un percorso pedonale tra le due sponde del fiume. Una necessità espressa con forza dai commercianti e dai residenti che vivono nei pressi del ponte. «Stiamo verificando se ci sono le condizioni – ha spiegato Gabbanini – perché realizzare una passerella rischia di costare tra i 200 e i 300mila euro».
La nuova viabilità. Subito con l’avvio del cantiere, intanto, Ponte a Egola sarà interessata da pesanti modifiche alla viabilità, illustrate dal comandante Dario Pancanti. In particolare, il tratto di via Pannocchia tra il ponte e l’incrocio con via di Pruneta sarà riservato ai residenti e alle aziende; di conseguenza, chi proviene dalla circonvallazione per immettersi sulla Tosco Romagnola avrà la precedenza su chi arriva da via Pannocchia. Dalla parte opposta del paese, invece, per chi viaggia in direzione Firenze, tutto i camion sarà deviato su via Turati verso l’ingresso della FiPiLi e la circonvallazione di Pruneta. Per la prima volta dal semaforo di via Diaz si potrà proseguire in via Corridoni, che diventerà a doppio senso. Resta da decidere, infine, la possibilità di consentire il transito su via Oberdan tra la circonvallazione e viale Gramsci. «Sarà una sperimentazione – ha detto Guazzini – Non escludiamo che alcune modifiche possano diventare definitive».
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