Il Tirreno

Pontedera

Da Milano a Parigi per comprendere il futuro della pelle

Circa 70 conciatori in Francia per una fiera legata alla moda Il sindaco Deidda chiede di «dare forza al tavolo del Distretto»

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SANTA CROCE SULL’ARNO. Tornano in fiera gli imprenditori del Valdarno, che da Milano volano a Parigi con una valigia carica di ottimismo e di speranze. Si apre oggi, nella capitale francese, l’importante appuntamento de “Le Cuir à Paris”, che vedrà in mostra fino a giovedì circa 70 aziende in arrivo del comprensorio, a pochi giorni dalla conclusione della prima edizione di Lineapelle in versione milanese.

Per l’occasione, ci sarà anche il sindaco di Santa Croce Giulia Deidda: «L’esperienza di Milano è stata positiva sia per il richiamo indiscusso che la città riveste nel campo della moda sia per la migliore collocazione e fruibilità offerta alle aziende. Adesso Parigi rappresenta un altro passaggio importante in un momento delicato per il futuro delle nostre imprese. Ho scelto di essere presente soprattutto come segno di vicinanza ad un tessuto manifatturiero che rappresenta un patrimonio di tradizioni e di identità per il nostro territorio. Per noi, stare a fianco di imprenditori e lavoratori significare stare a fianco delle famiglie».

Uno sguardo, quello sul mondo produttivo, che Deidda rivolge soprattutto alle nuove sfide che attendono il distretto nel suo futuro, a cominciare dalla «necessità di proseguire e incrementare la collaborazione tra pubblico e privato».

«Per farlo – auspica Deidda – occorrerà dare una nuova dimensione al Tavolo del Distretto, che dovrà diventare un soggetto riconosciuto e istituzionalizzato. Perché la politica e le imprese hanno bisogno di indirizzi condivisi per innovare e programmare. Insieme dovremo continuare a promuovere il distretto conciario all’estero, arricchendo i nostri prodotti di quei valori che altrove è difficile trovare, a cominciare dalla responsabilità sociale delle imprese». Da qui le sfide per i prossimi anni: «Forti dei risultati ottenuti nella sostenibilità ambientale – aggiunge – dovremmo iniziare a parlare anche di contenimento energetico. E unire le forze sul fronte delle legalità, rendendo effettivo il codice etico. Credo, infine, che il dialogo tra politica e imprese, in un momento di forte difficoltà per gli enti pubblici, possa estendersi in generale a tutti i temi che hanno a che fare con la gestione delle nostre comunità».

Giacomo Pelfer

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