Lutto
La partita di calcio che aiuta i trapianti
Bientina per un giorno diventa capitale della “donazione” Una targa al papà di Nicholas Green e poi tutti allo stadio
BIENTINA. Un’ondata di altruismo che ha coinvolto tutta la città. Dalle associazioni all’amministrazione comunale. La storia di Reginald Green e di suo figlio Nicholas, infatti, è stata ricordata a Bientina con la consegna in sala consiliare di una targa. Una targa, appunto, che ricorda la generosità della famiglia americana, che vent’anni fa acconsentì alla donazione degli organi del piccolo Nicholas, sette anni, morto durante la vacanza in Italia. «Nicholas amava l’Italia, c’erta stato quattro volte. Amava la torre di Pisa. Quando è morto, per me è stata come la fine del mondo», ha detto il padre Reginald al suo arrivo in piazza Vittorio Emanuele. Ad accoglierlo il sindaco, Corrado Guidi, la giunta e il consiglio comunale, membri dell’Aido (l’associazione per la donazione degli organi) e dell’”Ac denti al palio”, che raccoglie le varie contrade bientinesi. «Quando mi è stato detto di accogliere questa iniziativa, che dovrebbe culminare nella fondazione di una sezione Aido, ho pensato al 77esimo posto raggiunto da Bientina nella graduatoria della felicità – ha aperto la cerimonia il primo cittadino – L’amore per i figli è incondizionato. Ma la famiglia Green ha dimostrato che la bontà, l’altruismo e la generosità possono andare al di là della morte». La donazione degli organi del piccolo Nicholas fu infatti un evento mediatico di grande importanza nell’Italia della metà degli anni Novanta. Ma soprattutto, dalla morte del piccolo trovarono la vita ben sette persone, che oggi sono padri e madri di famiglia. «La donazione fa sì che non solo si salvino delle vite, ma anche che la vita stessa si moltiplichi attraverso i figli – ha continuato il sindaco – Siamo qui per dire grazie, per dimostrare che la bontà riesce a vincere sulla violenza». Nel pomeriggio il torneo di calcio fra la Nazionale calcio trapiantati, la squadra di medici e infermieri che operano nei trapianti, chiamata “Donor dream team” e la “Ac denti al palio”. «Ora che stiamo bene vogliamo testimoniare la nostra rinascita, che dopo il trapianto si può condurre una vita straordinariamente normale», ha chiuso Federico Finozzi, dell’Aido provinciale, mentre il sindaco Guidi, si è fatto la doccia ghiacciata per la raccolta fondi in favore della Sla..
Per la cronaca, i medici e gli infermieri hanno vinto 2-0 contro la nazionale dei trapiantati che, a sua volta, ha perso anche contro i ragazzi del Palio per 2-1, i quali hanno superato 2-0 la squadra formata da medici e infermieri.
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