Il Tirreno

Pontedera

«Decidiamo il futuro da dare all’Unione»

Macelloni scrive ai sindaci della Valdera: incontriamoci per chiarire i ruoli dell’ente, poi le deleghe

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PECCIOLI. Ha scritto ai colleghi sindaci che appartengono all’Unione: Renzo Macelloni, primo cittadino di Peccioli chiede un incontro, per chiarire alcune funzioni che l’Ente dovrà darsi da ora in avanti.

«Ritengo urgente e doveroso organizzare un incontro dove si affrontino in modo strategico i temi che sono al centro del dibattito dell'Unione dei Comuni individuando una data che trovi la disponibilità di tutti», scrive Macelloni. Prende spunto dalla - «involontaria e casuale polemica dei primi di agosto in merito alle deleghe» - Per mettere a punto i temi del dibattito, dal suo punto di vista.

«Vorrei subito affermare, per non essere frainteso, che ritengo il coordinamento dell'unità amministrativa della Valdera un bene dal quale oggi non possiamo prescindere: io insieme ad altri colleghi, già molti anni addietro, abbiamo messo al centro della nostra attività amministrativa il rilancio, lo sviluppo e il coordinamento della Valdera. Principio che non può rappresentare, per nessuna ragione, un limite a un dibattito.»

Un dibattito che Macelloni ritiene doveroso per diverse ragioni. Eccole. «Abbiamo affrontato una campagna elettorale con molti nuovi amministratori in cui il tema dell'Unione è stato al centro del dibattito con posizioni molto articolate. La geografia politico amministrativa risulta inevitabilmente cambiata: 7 Comuni dell'Unione Valdera hanno avviato processi di fusione di cui 2 andati a buon fine e uno, seppure per pochissimo, non ha superato il referendum».

Cinque Comuni sono sotto la soglia dei 5000 abitanti «Quindi entro l'anno devono associare quasi tutti i servizi importanti. Di questi, quattro (Peccioli, Chianni, Lajatico e Terricciola) hanno approvato prima delle elezioni amministrative delibere con un ripensamento su come stare e se stare all'interno dell'Unione. Non è chiaro come i Comuni che sono sopra i 5000 abitanti e non obbligati a mettere insieme funzioni vogliono stare nell'Unione. Non è chiaro se siano interessati alla gestione associata delle funzioni fondamentali. Ancora oggi la parte più importante delle funzioni strutturate trasferite e gestite dall'Unione sono quelle delle sei amministrazioni del Parco Alta Valdera che sta subendo uno svuotamento del proprio ruolo. In quella che consideriamo la vera Unione a 13 Comuni, con S. Maria a Monte in una posizione critica, le funzioni fondamentali che vengono gestite, come la scuola e la polizia locale, non possono essere inquadrate come servizi strutturati facenti capo a pieno titolo all'Unione dal momento che i centri decisionali e per molti aspetti operativi di fatto sono rimasti nei singoli Comuni. Per questi motivi ritengo che sia indispensabile una discussione: quando abbiamo chiaro dove vogliamo andare, con chi e con quale intensità vogliamo spingere sul pulsante dell'Unione, a quel punto sicuramente avrà senso parlare di deleghe e compiti da svolgere».

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