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Careggi “scippa” all’oculistica di Pisa il primario Rizzo

di Pietro Barghigiani
Careggi “scippa” all’oculistica di Pisa il primario Rizzo

PISA. Dagli aerei alla salute. Firenze sgomita non solo sul traffico nei cieli con l’obiettivo di dotare Peretola di una pista da 2.400 metri in concorrenza con il Galilei. Il capoluogo fa “shopping”...

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PISA. Dagli aerei alla salute. Firenze sgomita non solo sul traffico nei cieli con l’obiettivo di dotare Peretola di una pista da 2.400 metri in concorrenza con il Galilei. Il capoluogo fa “shopping” anche nella sanità. E lo fa sfilando una delle eccellenze, tra le tante, che l’azienda ospedaliera può vantare a livello internazionale.

Dal primo novembre il dirigente dell’unità operativa di chirurgia oftalmica, Stanislao Rizzo, diventerà il nuovo primario di un super reparto oculistico in via di allestimento a Careggi. Le forze messe in campo dall’Azienda ospedaliera fiorentina danno il senso di quanto vogliono fare sul serio.

Lascia l’Aoup dopo circa vent’anni di attività. L'azienda assumerà 20 infermieri e 25 operatori socio sanitari. Non solo. Accogliendo la richiesta del chirurgo, a Careggi arriveranno anche tre medici esclusivamente a supporto della sua attività libero professionale intramoenia, che non può essere svolta con l'attuale organico di oculisti del reparto.

Professore, dopo l’aeroporto il duello Pisa-Firenze si sposta sulla sanità?

«Non è così. Torno in una città dove sono nato professionalmente. Nel capoluogo mi sono laureato e specializzato. A Pisa sto benissimo, il rapporto è fantastico. Ho avuto tanti dubbi prima di accettare. Non è stata una scelta di ripiego perché Pisa non mi offriva quello che ho avuto e che fino ad adesso è stato più che sufficiente. È una scelta di vita. Come si dice, chiudo il cerchio. Il dualismo è una stupidaggine. Nel nostro campo non ci deve essere. Curiamo gente che ha problemi. Riceviamo pazienti da tutta Italia. Dobbiamo solo curare le persone nel miglior modo».

Careggi vuole sfidare Pisa?

«Non vedo sfide tra aziende sanitarie abbastanza vicine. Diciamo che Careggi sentiva la mancanza di un chirurgo oculistico e ha chiamato me. Mi hanno offerto un buon piano di sviluppo, molto affascinante. Hanno fatto un reparto nuovo come quello che avevo a Pisa».

Compresa la libera professione?

«Ho chiesto delle garanzie per lavorare bene e per creare intorno a me una struttura agile e motivata per fare il lavoro che sto facendo a Pisa. Nessun tipo di contrapposizione tra aziende. È solo il naturale evolversi delle cose. Mi piace tornare a Firenze»..

Non avere una cattedra di ruolo a Pisa ha pesato nella sua scelta?

«Assolutamente no. C’era già stata una chiamata dell’università per professione straordinario. Non è quello il motivo. Ripeto, si tratta di una scelta di vita professionale, una nuova sfida. Mi sono detto: “Ora o mai più”».

Resterà una collaborazione con Pisa?

«Penso di sì. Ho tanti pazienti di Firenze e di Pisa. La collaborazione sarà piena. A Careggi mi porto qualche giovane, ragazzi cresciuti con me».

Come l’ha presa il direttore generale dell’Aoup, Carlo Tomassini?

«Al dottor Tomassini devo tanto. È stato il primo a conoscere la mia decisione. L’unità operativa di Pisa per qualche tempo sarà retta da un mio collaboratore in attesa del nuovo dirigente».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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