Sicurezza
«L’ho uccisa perché voleva mandarmi via Non ne potevo più»
Roberto Barbieri confessa l’assassinio della moglie La tragedia all’inizio di giugno: in casa c’era anche il figlio
di Sabrina Chiellini
CASTELNUOVO VAL DI CECINA
Era esasperato dai continui litigi con la moglie. Non reggeva il peso di un matrimonio ormai naufragato, nonostante una lunga convivenza e due figli di 21 e 16 anni. E forse l’uomo viveva in maniera malata il peso di questa situazione. Roberto Barbieri, 55 anni, l’impiegato Enel che all’inizio di giugno ha ucciso la moglie con undici coltellate, a metà agosto, ha rotto il silenzio in cui si era chiuso dopo essersi costituito ai carabinieri il giorno della tragedia.
In carcere a Pisa Barbieri ha reso al pubblico ministero, Lydia Pagnini, un’ampia confessione, ribadendo ciò che aveva detto nell’immediatezza del grave fatto quando aveva chiamato al telefono la tata dei figli e poi si era lasciato arrestare dai carabinieri. Un movente debole ma Barbieri ha raccontato il suo disagio al pubblico ministero.
«Ero esasperato dai modi con cui mia moglie mi trattava – queste in sintesi le sue dichiarazioni – mi chiedeva continuamente di lasciare la nostra casa». L’omicida però non ha trovato la forza e il coraggio - secondo la difesa questo è un segnale da non sottovalutare per comprendere la malattia dell’uomo - di andare via da quella palazzina dove poi ha ucciso.
La coppia, che era già stata separata per qualche tempo, aveva continui litigi, come hanno confermato anche i due figli. E negli ultimi tempi la vittima si era di nuovo decisa a chiedere la separazione. Voleva che il marito se ne andasse, non perdeva occasione per invitarlo a trovarsi un’altra sistemazione. In questo contesto l’uomo avrebbe maturato la decisione di uccidere la moglie. Quelle undici coltellate nella mente dell’uomo dovevano servire a cancellare un problema.
Intanto i carabinieri del Reparto operativo del comando provinciale di Pisa sono tornati più volte nell’abitazione dove vivevano i coniugi Barbieri per compiere nuovi accertamenti su richiesta dei carabinieri del Ris e che probabilmente serviranno anche a trovare ulteriori conferme rispetto al racconto di Barbieri al pubblico ministero, avvenuto alla presenza anche di uno psicologo incaricato dalla difesa di effettuare una perizia sull’indagato.
Il delitto, in una domenica di inizio estate, è avvenuto in località Podere Il Sorbo. Sandra Fillini, medico dell'Asl 5 di Pisa in servizio in Valdicecina venne raggiunta da nove coltellate all'addome (con due coltelli diversi) e le altre due alla schiena e trovata in un lago di sangue vicino alla cucina. Quando Barbieri ha ucciso in casa c'era il figlio più piccolo della coppia, intento ad ascoltare musica in camera sua con le cuffiette alle orecchie. Il ragazzo non si è accorto di nulla fino a quando il padre è entrato nella stanza dicendogli di aver ammazzato la mamma. Poi lo ha portato in strada per aspettare l'arrivo dei carabinieri.
I militari sono stati avvisati da un'amica di famiglia alla quale l'uomo ha telefonato per dirle che aveva ucciso la moglie.
Gli avvocati difensori di Barbieri, Pardo Cellini di Certaldo e Cristina Agonigi di Pisa, hanno dato incarico ad alcuni consulenti di valutare se l’uomo era in grado di intendere e di volere al momento in cui ha commesso in delitto e nelle fasi precedenti.
Dai racconti di quel giorno e dai comportamenti in carcere emerge un profondo disagio dell’uomo, ossessionato in maniera patologica dal rapporto con la moglie.
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