Il Tirreno

Pontedera

Diretto in Valdera il rame rubato all’Enel in Sicilia

di Sabrina Chiellini
Diretto in Valdera il rame rubato all’Enel in Sicilia

I carabinieri intercettano e sequestrano un carico di sette tonnellate e mezzo che era destinato a un’azienda di Pontedera per un valore di 200mila euro

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PONTEDERA. Un carico di rame rubato, proveniente dalla Sicilia, è stato intercettato e sequestrato nei giorni scorsi a Pontedera, nella zona della Bianca. Era diretto nell’azienda Ecoacciai di Gello. Così ieri mattina, quando in Sicilia è scattata un’operazione che ha portato all’arresto di quattro imprenditori accusati di avere riclato grandi quantitativi di rame, i carabinieri del Reparto operativo del comando provinciale di Pisa sono tornati in Valdera per effettuare una perquisizione all’interno di Ecoacciai che al momento risulta estranea all’inchiesta anche se aveva rapporti commerciali con l’azienda al centro delle indagini della Procura di Messina.

Gli arrestati, secondo le accuse, acquistavano rame rubato a circa 3 euro al chilo. Lo trasferivano nei propri centri di raccolta messinesi, provvedevano ad una prima fase di stoccaggio. Poi il materiale ferroso veniva trasportato in altre regioni per essere riciclato.

In carcere con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio di rame sono quattro imprenditori legati alle aziende "Messina Metalli" adesso "Fratelli Di Blasi Ecofeme" di Messina, e la "Metal Rottami S.r.l" di Venetico. Un camion di quest’ultima società è stato bloccato all’arrivo a Pontedera alla fine di agosto quando ormai le indagini erano a buon punto. Le manette sono scattate per i fratelli Alberto Di Blasi, 27 anni, Antonino Di Blasi, 31 anni, Luciano Di Blasi, 30 anni e la Lucia Spadaro, 38 anni, responsabile dell'azienda di Venetico.

I carabinieri hanno spiegato che si trattava di un giro ben organizzato: un chilo di rame rubato veniva acquistato a circa 3 euro e poi rivenduto alle aziende con un rincaro di almeno 2 euro. Mesi di appostamenti hanno permesso di verificare che l’azienda "Messina Metalli" acquistava il materiale rubato per poi cederlo alla ditta "Metal Rottami" di Venetico che provvedeva a trasferire il metallo verso il Nord Italia e principalmente verso la Ecoacciai di Pontedera.

Alla fine di agosto i carabinieri hanno seguito uno di questi autoarticolati e hanno visto che da Messina era diretto nella città della Piaggio.Quel giorno, dopo aver scaricato le matasse di rame nel centro di raccolta di Venetico, il camion fu caricato, ricoperto con un telone e fatto partire per la Toscana. A Pontedera, prima che l’autista potesse scaricare, il mezzo venne bloccato e sequestrato con il carico consistente in 7 tonnellate e mezzo di rame, per un valore complessivo di 200mila euro. L'inchiesta, oltre ai quattro imprenditori messinesi arrestati e al sequestro delle aziende Messina Metalli e Metal Rottami Spa, ha consentito il sequestro di un ingente quantitativo di rame rubato (circa 40 tonnellate) e di scoprire numerose persone coinvolte nel giro e per questo indagate. Per quanto riguarda l’azienda di Pontedera i carabinieri di Pisa, su indicazione dei colleghi di Messina, hanno proceduto a verificare i rapporti commerciali che sono intercorsi con la “Metal Rottami” durante l’estate.

Al momento comunque non ci sono provvedimenti a carico dell’azienda di Pontedera. Il cliente siciliano conferiva i materiali ferrosi a Pontedera e da qui venivano spediti nelle fonderie. Ieri sono stati acquisiti e visionati atti per ricostruire i rapporti intercorsi tra la aziende siciliane e quella di Pontedera. I vertici avrebbero spiegato ai carabinieri di non essere a conoscenza della provenienza illecita dei materiali, peraltro provvisiti della documentazione necessaria per la consegna.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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