Il Tirreno

Pontedera

L’ultimatum del Pd al suo sindaco

di Giacomo Pelfer
L’ultimatum del Pd al suo sindaco

Montopoli Valdarno: il capogruppo di maggioranza bolla come semplicistiche e superficiali le decisioni sulla Tasi

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MONTOPOLI VALDARNO. È più di una tirata d’orecchie quella arrivata dai banchi della maggioranza al sindaco di Montopoli Giovanni Capecchi. Un richiamo diretto, senza giri di parole, contro le scelte adottate per le aliquote della Tasi, bollate come «semplicistiche», «insufficienti a garantire un’applicazione equa e solidale del tributo».

È quanto si legge in un documento letto nel consiglio comunale di martedì dal capogruppo Pd Fabio Bartoli. Una presa di posizione netta, che non ha comunque pregiudicato il voto favorevole del gruppo. Un voto, però, che ha il sapore di un avvertimento: «l’ultima chiamata» l’ha definita Bartoli, in vista del bilancio 2015. «Se anche allora – ha annunciato – il sindaco non recepirà i nostri principi, non avrà la nostra approvazione».

Si pagherà più dell’Imu. Al centro della questione la decisione di applicare la Tasi con aliquote progressive in base alla rendita catastale, suddividendo il conto in 4 fasce fino all’aliquota dello 0,25% per rendite superiori ai 600 euro, e prevedendo l’esenzione sotto i 300, definita «irrisoria» dal capogruppo. Un sistema che a detta della maggioranza - in linea con le critiche poste dalle opposizioni - produrrà aumenti significativi rispetto a quanto pagato nel 2012 con la vecchia Imu sulla prima casa, soprattutto per i proprietari di abitazioni di valore medio-basso che rappresentano la maggioranza. Per riequilibrare il peso dell’imposta, Bartoli racconta di aver proposto un’aliquota fissa superiore allo 0,25%, prevedendo però una serie di detrazioni differenziate in base alla rendita, come avvenuto a Santa Croce e Castelfranco. «Lo hanno fatto quasi tutti i Comuni – afferma – proprio per andare incontro ai cittadini. Bastava un po’ di buona volontà». Era stato suggerito, inoltre, un elenco di casi per i quali prevedere ulteriori riduzioni. «Le nostre indicazioni sono cadute nel vuoto – ha detto ancora il capogruppo – in nome di un modo di agire semplicistico e talvolta superficiale da parte del sindaco».

L’avvertimento. «Tuttavia – ha concluso Bartoli – prevale il senso di responsabilità: approviamo il punto in discussione ma questa è “l’ultima chiamata”, la “wild card” concessa al sindaco. Nel bilancio di previsione 2015, i tributi dovranno recepire i principi di solidarietà ed equità fiscale, altrimenti non avrà la nostra approvazione». Da rilevare che nessun consigliere Pd ha contraddetto il capogruppo.

L’attacco delle opposizioni. «In questo modo il Pd ha dato una sfiducia al sindaco e insieme una mazzata ai cittadini», commentano i due gruppi di minoranza, Cinque Stelle e Progetto Insieme, che tabelle alla mano parlano di un aumento (tra la Tasi e la vecchia Imu sulla prima casa) «che oscillerà tra il 20 e il 46% per gli immobili di valore medio-basso, mentre per quelli con rendita superiore ai 1000 euro – dicono – ci sarà addirittura una sconto». Critiche sulle quali le minoranze, a sorpresa, hanno trovato l’appoggio del capogruppo Pd: «È la seconda volta in due consigli comunali – ricorda Luca Potì dei Cinque Stelle – che Bartoli viene incontro alle nostre posizioni, anche se poi prevale la scelta incoerente di essere fedeli prima al partito piuttosto che ai cittadini».

«Occorreva un atto di onestà – dice Maria Vanni di Progetto Insieme –. La maggioranza doveva rigettare questo provvedimento. Il sindaco ha infatti preparato il tutto in solitudine con i suoi uffici».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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