Furti e danni per un milione gli apicoltori chiedono aiuto
Il maltempo riduce la produzione di miele. In più ci sono state 21 aziende prese di mira. Presto la riconsegna ufficiale delle arnie recuperate
CASCINA. Gli apicoltori di due province, quella di Pisa e di Lucca, contano i danni di una stagione fortemente compromessa dalla crisi. Ma anche dai furti a raffica subiti da ben 21 aziende per un danno economico che supera il milione di euro. «Si oltrepassa la soglia del 70% di mancata produzione. È amara la soddisfazione che i responsabili siano stati individuati. Lo Stato ci ha presentato lo stesso il salatissimo conto Irpef. Un grazie va all’Arma dei carabinieri, e a chi ha permesso il recupero di 236 arnie con api e melari e di circa 60 arnie che galleggiano nei fiumi, cioè agli uomini e le donne del Corpo Forestale dello Stato, esempio di attaccamento al servizio e dovere versi i cittadini», dicono, Sergio D’Agostino di Cascina, presidente dell’associazione nazionale apicoltori italiani e Massimo Ilari, direttore di Apitalia. Convegni di settore, in programma in questi giorni, sono stati l’occasione per riflettere sui furti di arnie avvenuti in provincia di Pisa dopo quello che nel febbraio scorso si è verificato nell’azienda di D’Agostino a Cascina.
«Nel momento “topico” della raccolta dell’acacia, a sorpresa, piogge e freddo hanno compromesso il raccolto nella sua totalità. I dati in nostro possesso ci dicono che la perdita è del 90% e le cose non sono andate bene neanche per il castagno. La ripresina con il raccolto dei millefiori ha leggermente attenuato il disastro: si parla, comunque, di perdite di produzione nazionale che si aggirano fra il 50 e il 70 %. I primi effetti si vedono già sugli scaffali dei supermercati: il miele di Acacia del 2013 è venduto a 13,98 euro al chilogrammi. il bellissimo e normalissimo Millefiori è venduto a 12,48 euro al chilo», dice ancora D’Agostino.
Sotto accusa c’è il clima, la stagione così piovosa non ha permesso alle api di volare in tranquillità sui fiori e quindi di raccogliere. Anai chiede lo stato di calamità per cercare di uscire dalla crisi. «Vorrei ricordare alle istituzioni – continua D’Agostino – che il settore del miele, in Italia, si attesta su un volume di affari che sfiora i 3,5 miliardi di euro. È chiaro che nel dato è stato inserito il servizio di impollinazione che le api garantiscono all’agricoltura. Nel comparto miele operano 50.000 apicoltori e tanti altri addetti nell’indotto. Un contesto di crisi che spaventa ancora di più le aziende che sono state bersagliate dai furti. Molte delle arnie recuperate dai carabinieri e dalla Forestale nella nostra zona sono già state restituite. Altre il tribunale di Lucca le ha provvisoriamente consegnate a D’Agostino in attesa della conclusione delle indagini. «Nei prossimi giorni organizzeremo un’iniziativa per la consegna ufficiale delle arnie rubate – aggiunge D’Agostino – sarà un ulteriore modo per riflettere sul nostro mondo».(s.c.)
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