Il Tirreno

Pontedera

Taglio del nastro tra i boschi per dare il benvenuto ai tartufi

di Luciano Gianfranceschi
Taglio del nastro tra i boschi per dare il benvenuto ai tartufi

SAN MINIATO. Appena finita la Sagra del cunigliolo fritto, in località La Serra, «con un numero di presenze maggiore rispetto agli anni passati e con un grandissimo impegno profuso da parte dei...

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SAN MINIATO. Appena finita la Sagra del cunigliolo fritto, in località La Serra, «con un numero di presenze maggiore rispetto agli anni passati e con un grandissimo impegno profuso da parte dei volontari», come ha rimarcato il presidente Tiberio Mannaioni, è stata annunciata la novità della prima “Festa del bosco tartufigeno”, in programma nel pomeriggio di sabato prossimo, 13 settembre.

Il bosco di pioppi, farnie e roverelle è senza dubbio il luogo migliore per aprire la stagione tartufigena e per imparare a conoscere le piante dove micorizza il tartufo.

Il bosco è quello sovrastante la frazione de La Serra, dove il sindaco del Comune di San Miniato Vittorio Gabbanini taglierà il simbolico nastro tricolore, ufficializzando in questo modo l’apertura della raccolta del pregiato tartufo bianco.

Che in realtà è possibile già da oggi, 10 settembre, come da calendario approvato recentemente dalla Regione Toscana.

Saranno presenti le varie associazioni, a cominciare da quella dei tartufai sanminiatesi, ma anche i bambini che potranno prendere confidenza con questo gustoso prodotto, che rappresenta sia un’attrazione a tavola che una risorsa economica importante per i ristoranti e per l’intero territorio.

Ma c’è chi, per il pregiato tartufo bianco, non sa aspettare; e ha iniziato a raccogliere la “marcia” che anticipa il pregiato tubero.

«Cosicché alcuni cercatori, che non è il caso di chiamare tartufai, sono stati colti con le mani… nella “marcia”, e multati dalla Forestale, specialmente nella zona di Bucciano – osserva Delio Fiordispina, presidente di San Miniato Promozione, a cui fa capo l’organizzazione della tradizionale Mostra mercato del tartufo bianco di novembre – in quanto la marcia deve rimanere sul terreno, cosicché predisponga la crescita del tartufo bianco sul territorio boschivo». Poi continua: «La ricerca, anche con i cani da tartufo, si può già fare per addestramento degli animali. Un po’ come andare a caccia prima dell’apertura, ma senza il fucile». A un esperto di tartufi abbiamo chiesto se è attendibile l’equazione tanti funghi quest’anno, tanti tartufi in autunno. «Non c’è nessuna certezza – risponde Andrea Gazzarrini, della storica dinastia di cercatori – per ora la “marcia” promette bene, ma soltanto alla fine di settembre si potrà cominciare a valutare la qualità del gustoso tubero del 2014».

La pioggia non è mancata. «C’è chi dice che è bene, altrimenti il fondo valle s’inaridisce. E chi invece sostiene che in certi vallini l’acqua ristagna, e quindi il tartufo soffre invece di crescere. Il tartufo, specialmente quello pregiato bianco, è alquanto misterioso. I tartufai stessi non sono concordi, e comunque ognuno ha un’esperienza che non condivide con gli altri».

Ovviamente, San Miniato valorizzerà anche con le verdi frazioni - laddove il tartufo si trova - il tartufo bianco. E il primo appuntamento per i buongustai sarà la settima “Sagra del tartufo bianco e del fungo porcino”, proprio a La Serra, presso il tendone delle Feste, nell’ultimo fine settimana del mese di settembre, e cioè venerdì 26, sabato 27 e domenica 28.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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