La manifestazione
Maltempo, Comune in tribunale
Cittadini di San Romano citano l’amministrazione per i danni subiti alle case dalle piogge del 2010
MONTOPOLI VALDARNO. È una costante. Basta un po’ di pioggia più copiosa e più violenta dell’ordinario che la strada finisce matematicamente sott’acqua. E sempre più spesso la stessa sorte tocca anche ai locali al piano terra, con l’acqua che invade le abitazioni, in alcuni casi risalendo addirittura dagli scarichi dei bagni. C’è qualcosa che non torna nella complicata situazione di via della Civiltà, nella parte bassa di San Romano. Una delle strade che uniscono via Cavour e via Mulinaccio, strette tra la ferrovia e il versante della collina, in un’area critica di per sé da sempre, e aggravata da una fognatura oggi insufficiente e forse da qualche difetto nella progettazione degli scarichi.
La battaglia legale. Una situazione che gli abitanti non sono più disposti a tollerare, e che lo scorso anno li ha spinti ad ingaggiare una battaglia legale con l’amministrazione citando il Comune di Montopoli di fronte al Tribunale di Pisa. L’obiettivo è chiedere il risarcimento dei danni subiti a seguito del violento acquazzone del 5 ottobre 2010, che ha rappresentato il caso più grave di una lunga serie di disagi. Due gli atti di citazione in merito, promossi dai cittadini Carlo Di Somma, Bernando Carannante, Angela Buzzella, Luigi Costagliola ed Elena Buzzella. In vista della prima udienza, fissata per il prossimo 20 ottobre, la giunta Capecchi ha incaricato i propri legali di resistere in giudizio, ritenendo, come si legge in un’ordinanza della stessa giunta «infondate» le responsabilità da parte del Comune.
Un caso complicato. La decisione di percorrere le vie legali, da parte dei cittadini, era arrivata dopo 3 anni di lettere, incontri e solleciti con Acque Spa e con l’amministrazione, per provare a risolvere una situazione finora rimasta al palo. Gli stessi problemi, del resto, si sono ripresentati anche durante l’acquazzone del 5 agosto scorso. Ad aggravare il quadro, così come spiegato in questi anni dal Comune, sarebbe anche la condizione giuridica della strada, tutt’ora di proprietà privata. Senza dimenticare la necessità di appurare eventuali errori nella progettazione degli allacci.
L’impegno del Comune. Il sindaco Giovanni Capecchi precisa però che nonostante la strada sia privata, «la fognatura è da considerarsi pubblica, in quanto le opere di urbanizzazione sono state prese in carico dal Comune». Al di là di quelli che saranno gli esiti in sede legale, il primo cittadino conferma di voler risolvere il problema: «Nel programma delle opere pubbliche abbiamo previsto il rifacimento della fognatura bianca in via della Civiltà, non perché sottodimensionata, ma in quanto insufficiente rispetto alla violenza degli eventi atmosferici a cui assistiamo da qualche anno. È la quantità e l’intensità delle piogge ad essere cambiata, e questo si ripercuote su una zona già di per sé critica come quella».
I controlli. Nella caccia alle responsabilità, però, il sindaco Capecchi sposta l’attenzione anche sul versante sovrastante a via Mulinaccio: «Sul pedio ci sono immobili di nuova urbanizzazione e una serie di terreni incolti – spiega – Prima di eseguire i lavori, vogliamo capire se le acque, a monte, sono regimate in modo corretto oppure se ci sono delle responsabilità. Pochi giorni fa abbiamo già inviato alcuni avvisi ai proprietari e a breve partiremo con i controlli».
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