Il Tirreno

Pontedera

Cedimenti e crepe sui muri della casa per colpa della banca

Cedimenti e crepe sui muri della casa per colpa della banca

Da tre anni è guerra tra una famiglia e la “Pisa e Fornacette” al centro i danni causati dal cantiere della nuova sede

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FORNACETTE. Da tre anni sono impegnati in una guerra a colpi di carte bollate e avvocati contro la Sigest, la società immobiliare della Banca di Pisa e Fornacette. Tutto è cominciato con gli scavi per realizzare il mega edificio, sede direzionale dell’istituto di credito, inaugurato sabato pomeriggio. Da allora la loro casa, posizionata nel cuore della banca, perché si trova proprio in mezzo alla sede vecchia e a quella nuova oltre che confinante con il Ced, è alle prese con crepe e cedimenti. Per non parlare di polvere e rumori che hanno accompagnato, come sempre succede con un cantiere edile, i lavori di realizzazione della sede. Per tutti questi disagi la famiglia di Marco Marinelli chiede i danni alla banca. E Pietro Lanzetta, 83 anni, parente dei proprietari della palazzina, ha pensato di cogliere al volo l’occasione dell’inaugurazione con migliaia di persone e una festa di paese per rendere pubblico il contenzioso con l’istituto di credito. Un vistoso lenzuolo bianco con scritte nere è stato messo a sventolare al balcone della casa dei disagi. A questo punto a dettare i tempi, come confermano entrambe le parti, è la giustizia civile essendo falliti i tentativi per portare a termine una transazione economica in cui le parti, a quanto pare, sono rimaste sempre distanti.

I lavori della nuova sede sono stati causa di tanti disagi: rumori, crepe e buchi sui muri, infiltrazioni di acqua un po' in tutti i locali della casa. Circa tre anni fa è partita l'azione legale, dopo che la banca aveva fatto un’offerta ai Marinelli per acquistare l’abitazione, e sono scattate le perizie del caso.

«Il consulente del Tribunale di Pisa – spiega l’avvocato Riccardo Taverniti – ha accertato la piena responsabilità del progettista e direttore dei lavori, che in questo caso sono la stessa persona. La banca, chiamata in causa, intende far pagare il progettista, che tra l’altro ha un’assicurazione, e l'impresa esecutrice. Noi abbiamo chiesto una cifra risarcitoria, di poco superiore ai centomila euro, per chiudere la vicenda e riparare anche i danni della casa. Ma la controparte ha detto di no. Ora i tempi della giustizia civile sono abbastanza lunghi, come sappiamo, e i disagi per la famiglia Marinelli continueranno».

Intanto, la Sigest, che fa riferimento alla Banca di Pisa e Fornacette, ribadisce la volontà di pagare i danni ai cittadini che abitano nell’immobile confinante con quello della banca. Oltre a Marinelli si è rivolto al tribunale anche un altro cittadino proprietario di un fondo nello stesso edificio e che ha avuto gli stessi danni. «La nostra volontà è quella di pagare – spiega la Sigest – secondo quanto verrà stabilito dal Tribunale. Finora infatti abbiamo avanzato alcune proposte sia per quanto riguarda l’acquisto dell’immobile che per eventuali risarcimenti che però non sono state accettate dalla controparte. Comprendiamo i disagi che ci sono stati e al tempo stesso ricordiamo che i lavori sono stati eseguiti con tutte le autorizzazioni previste in questi casi».©RIPRODUZIONE RISERVATA

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