Dai bancomat alle concerie: sei arresti
Falliti i furti nelle banche la banda, accusata anche di estorsione, si era data al pellame. Inguaiati dalle intercettazioni
SANTA CROCE SULL’ARNO. Rubavano nelle banche ma anche nelle concerie. Con i bancomat avevano fallito. Con il pellame era andata meglio ma non troppo. Perché alla fine sono stati arrestati. Indagando su quattro tentati furti, compiuti ai bancomat di istituti di credito di Santa Croce sull’Arno e di Santa Maria a Monte, i carabinieri sono convinti di aver individuato una banda che aveva diversificato la propria “attività”. Contando sulla collaborazione di un imprenditore, il gruppo avrebbe organizzato furti nelle concerie portando via materiali per oltre 500mila euro. L’indagine è servita anche a scoprire un’estorsione ai danni del commerciante che, secondo gli inquirenti, inizialmente doveva collaborare con la banda per completare il processo di rifinitura del pellame poi destinato verso altri distretti conciari. L’uomo ha un’azienda a Santa Croce ma è residente a Fucecchio; dopo che i carabinieri gli hanno sequestrato la merce rubata, è stato ritenuto responsabile della mancata realizzazione dell’affare. E per questo è stato minacciato di morte e costretto a versare al gruppo, in acconto, 30mila euro come risarcimento del “danno subito”. Ora anche lui è indagato per favoreggiamento e ricettazione.
Per i falliti assalti ai bancomat e i furti nelle concerie sei persone sono arrestate dai carabinieri della compagnia di San Miniato, che hanno effettuato anche undici perquisizioni, nelle province di Pisa, Firenze, Lucca, Pistoia, Napoli e Caserta, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip presso il Tribunale di Pisa, Elsa Iadaresta, su richiesta del pm Giovanni Porpora. Una settima persona, residente a Napoli, è latitante.
In manette sono finiti Pietro De Lisa, 58 anni, di Altopascio; Salvatore Cavataio, 49 anni, di Monsummano Terme; Luca Liguori, 30 anni, di Cerreto Guidi; Gennaro Cafiero, 39 anni, di Napoli e con interessi nella zona di Caserta; Daniele Vitillo, 48 anni, di Castelfranco di Sotto. Sono accusati di furto, consumato e tentato, ai danni di concerie e istituti di credito. E dell’estorsione compiuta ai danni dell’imprenditore con il quale inizialmente avevano preso accordi per “ripulire” il pellame rubato e lavorarlo. Le indagini, portate avanti dai carabinieri di Santa Croce sull’Arno, si sono aperte a maggio dopo che per quattro volte i bancomat di istituti di credito di Santa Croce sull’Arno e Santa Maria a Monte erano stati presi di mira, con la fiamma ossidrica, in una serie di tentativi di forzare gli sportelli.
Raccolti alcuni indizi nel corso dei sopralluoghi di uno di questi tentati furti, i carabinieri hanno identificato alcuni componenti del gruppo: a questo punto l’indagine è entrata nel vivo. Per esempio con intercettazioni telefoniche. Questo lavoro ha permesso di ricostruire i rapporti tra i sospettati e altri «con i quali i primi avevano nel frattempo costituito un più ampio sodalizio – ha spiegato il capitano Antonio Trombetta, comandante della compagnia dei carabinieri di San Miniato – questa volta dedito ai furti di pellame ai danni di concerie ». Dalla fine di maggio agli inizi di luglio gli arrestati, stando ai carabinieri, hanno compiuto quattro colpi a Santa Croce sull’Arno, San Miniato e Fucecchio. Il pellame, che ha un valore di oltre 500mila euro, dopo ogni singolo colpo è stato localizzato e recuperato da parte dei carabinieri, «il cui tempestivo intervento - ha concluso Trombetta - ha vanificato i tentativi di trasporto delle pelli verso altre località, nonché di lavorazione sulle stesse per impedire di risalire successivamente alla provenienza del materiale».
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