Il Tirreno

Pontedera

Sotto tiro i progetti per costruire 2 nuovi supermercati

di Giacomo Pelfer
Sotto tiro i progetti per costruire 2 nuovi supermercati

Il gruppo “Immagina San Miniato” attacca la giunta comunale sul regolamento urbanistico. Il sindaco: meno zone edificabili

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SAN MINIATO. Un regolamento urbanistico “à la carte”, «su richiesta, dettato unicamente dalle indicazioni di una serie di privati». È così che il gruppo consiliare “Immagina San Miniato” definisce il nuovo documento d’indirizzo urbanistico che dovrà guidare lo sviluppo del Comune della Rocca per i prossimi anni. Un regolamento in preparazione ormai dal maggio del 2013, che dovrebbe andare in approvazione a breve, con l’introduzione di novità consistenti destinate a far discutere. Questioni sulle quali “Immagina San Miniato” ha deciso di presentare alcune osservazioni.

Il consumo di suolo. «All’avvio del percorso per il nuovo regolamento - racconta la consigliera Laura Cavallini – l’amministrazione aveva indetto un avviso pubblico, introducendo uno strumento partecipativo che sembrava positivo. Alla fine, invece, tutto si è tradotto in un regolamento a richiesta, accogliendo vari punti portati dal privato. È così che la previsione di minor consumo di suolo è stata disattesa, anteponendo le richieste di pochi all’interesse collettivo».

Megamagazzino a San Donato. A far discutere, ad esempio, c’è la previsione di un ulteriore sviluppo direzionale nell’area di fronte all’interporto: a pochi metri dagli immensi volumi vuoti di San Donato, nello spazio tra il paese e l’ingresso della Bretella, sarebbe prevista la costruzione di un grande magazzino, «richiesto – spiega Cavallini – da una catena di discount, per la quale i capannoni dell’interporto sarebbero risultati troppo piccoli».

Il centro commerciale. Nuovi volumi sorgerebbero anche a San Miniato Basso, nello spazio agricolo tra l’uscita FiPiLi e il supermercato Pam, «dove Unicoop – spiega la consigliera – vorrebbe realizzare un centro commerciale. Il tutto in disaccordo con il Piano del commercio, che già aveva messo in luce come l’apertura della nuova Coop di Empoli avesse danneggiato i negozi di vicinato di alcune nostre frazioni. Abbiamo quindi chiesto di cancellarlo».

L’area artigianale. Stessa richiesta per la nuova area artigianale prevista sempre a San Miniato Basso, nelle vicinanze dei macelli. «Perché non è vero che non ci sono altri spazi, come dice la giunta – attacca Cavallini – Basti pensare ai tanti edifici da recuperare e ai numerosi lotti ancora vuoti nell’area artigianale di Castellonchio».

Centro storico. Un’altra osservazione, poi, riguarda il centro storico, «per il quale – dice la consigliera – manca completamente una visione in prospettiva per il commercio, il turismo, la residenza, prevedendo soltanto una variante che permette a un privato di buttar giù una villa e di ricostruirla. Non c’è niente nemmeno per ipotizzare una nuova viabilità in vista del polo scolastico».

L’ex Icla. Relativamente allo stabilimento ex Icla di Ponte a Egola, invece (sottoposto a normativa Seveso), “Immagina San Miniato” chiede di indicare nel regolamento tempi certi e luogo dove trasferire l’azienda.

La replica. «Tutte le osservazioni che riguardano il piano verranno prese in considerazione», replica il sindaco Vittorio Gabbanini, aggiungendo però di aver già «dimezzato le zone edificabili. Basti pensare all’area di San Miniato Basso dove dovrebbe trasferirsi il supermercato. Rispetto ai 40mila metri quadrati previsti siamo riusciti a scendere a 20mila. Questo è stato fatto in quasi tutte le frazioni dove c’erano terreni edificabili. La nostra idea è di privilegiare l’interesse pubblico, anche andando contro ai privati, cercando di restituire ai cittadini un piano in grado di valorizzare il nostro territorio e renderlo più vivibile».

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