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Più aiuti e sconti per le fasce deboli

Più aiuti e sconti per le fasce deboli

Ponsacco: firmato l’accordo sul bilancio tra Comune e organizzazioni sindacali

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PONSACCO. Amministratori ponsacchini e sindacati hanno firmato la manovra tributaria predisposta in due mesi dal Comune di Ponsacco per il 2014, con modifiche eseguite su richiesta delle forze sindacali (Spi-Cgil, Ust-Cisl, Fnp-Cisl, Uilp, Fp-Cgil, Pensionati Cgil, Pensionati Cisl). La manovra consiste nella previsione della Iuc (Imposta Unica Comunale, che comprende Imu, Tasi e Tari) e nell’invarianza rispetto allo scorso anno sia dell’addizionale Irpef che della Cosap. Le novità sono l’abbassamento Imu dal 10,6 all’8,6 per mille per le seconde case in comodato d’uso ai figli da parte di genitori e l’abbassamento dell’Imu di un punto percentuale per i beni immobili: uffici, negozi, opifici.

Sempre in accordo con i sindacati continua l’impegno del Comune ponsacchino nelle politiche sociali. L’assessore Tamara Iacoponi ha infatti incrementato di 20mila euro il capitolo di bilancio relativo agli aiuti alle fasce disagiate della popolazione. Inoltre, è in fase di approvazione una convenzione con la farmacia comunale per gestire anche nuovi servizi diretti soprattutto ai bambini, agli anziani e alle famiglie bisognose. Questi nuovi servizi garantiranno il miglioramento della qualità della vita dei ponsacchini con un progetto integrato che andrà a incidere sulle fasce della popolazione a maggior rischio isolamento e emarginazione sociale. La farmacia comunale ha incrementato il budget di 15.000 euro rispetto allo scorso anno. L’amministrazione comunale si impegna a convocare i sindacati per il bilancio consuntivo e a combattere l’evasione fiscale per aumentare l’investimento nel sociale. Le forze sindacali hanno richiesto un innalzamento della soglia di esenzione per l’addizionale Irpef e di rimodulare le quote, perché il Comune ponsacchino ha lasciato la soglia di esenzione dell’addizionale a 7.500 euro. «Ci impegneremo a rivedere la soglia dell’addizionale Irpef – ha spiegato la sindaca Francesca Brogi – anche se non sarà facile, visti il nostro bilancio comunale e il vincolo del patto di stabilità. La nostra attenzione non mancherà mai verso le fasce più deboli, e abbiamo cercato di dimostrarlo con queste modifiche alla manovra finanziaria 2014». «Per quanto riguarda l’Imu – ha continuato il primo cittadino – il Comune ha introdotto l’aliquota agevolata per le seconde case date in comodato d’uso ai figli all’8,6 per mille e anche l’aliquota agevolata del 9,6 per mille per gli immobili non produttivi di reddito fondiario categoria catastale A10, C1, C3 e D (esclusi D5 e D10); per gli altri fabbricati e aree edificabili resta la quota del 10,6 per mille. Per le abitazioni principali categoria catastale A1, A8 e A9 l’aliquota è come lo scorso anno, del 4 per mille con detrazione di 200 euro. Per la Tasi è stata raccolta la richiesta delle forze sindacali per l’esenzione delle abitazioni principali con rendita catastale fino a 300 euro; per le abitazioni principali con rendita compresa tra 301 euro e 500 euro l’aliquota Tasi è del 2 per mille; tra 501 euro e 700 euro la Tasi è del 2,3 per mille; tra 701 euro e 900 euro del 2,8 per mille; per le abitazioni principali con rendita catastale maggiore di 900 euro l’aliquota è del 3 per mille. In merito alle abitazioni principali verrà pagata la Tasi e non l’Imu. Per le abitazioni classificate di lusso come A1, A8 e A9 la Tasi è fissata al 2,8 per mille, e queste ultime pagano anche l’Imu al 4 per mille. Inoltre, per i beni merce dell’impresa costruttrice e fabbricati rurali ad uso strumentale esenti da Imu, è prevista la Tasi rispettivamente al 2 per mille e uno per mille. Le detrazioni Tasi sono: 50 euro nei nuclei familiari con portatori di handicap; 50 euro per ogni figlio residente e dimorante non avente età superiore a 26 anni ad esclusione di quelli residenti in immobili con rendita catastale maggiore a 900 euro o in immobili di lusso.

La Tari avrà un incremento del 2% per il 2014 a causa dell’aumento dei prezzi e relativo indice Istat. L’amministrazione ha comunque previsto in bilancio 30.000 euro per garantire delle riduzioni alle fasce più deboli, in relazione all’Isee presentato. È prevista una riduzione del 30% di tariffa variabile, inoltre, per i negozi detti “leggeri”, ovvero quelle attività di vendita di prodotti alla spina ( pasta, riso, detersivi, ecc.); tale riduzione sarà del 50% se il negozio si trova nel centro storico.

Elena Iacoponi

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