Sicurezza
L’elogio ai conciatori di Alberto Quadrio Curzio
L’economista, in un convegno della Fondazione Carismi, parla del manifatturiero come di uno dei punti di forza italiani. «Speranza da investimenti in infrastrutture»
SAN MINIATO. «L’Italia ha punti di forza straordinari. E fra questi ci sono le aziende manifatturiere che esportano i loro prodotti all’estero. E riescono a farlo malgrado un euro troppo forte nei confronti del dollaro». L’elogio di Alberto Quadrio Curzio all’imprenditoria italiana non può passare inosservata in un contesto fatto essenzialmente da imprese che producono e che vendono in tutto il mondo, come i conciatori. Un elogio e un’analisi, quella di uno dei più famosi economisti internazionali, presidente del consiglio scientifico del Cranec dell’Università Cattolica di Milano, che è tra i pochi passaggi positivi nella sorta di relazione tenuta ieri a Palazzo Grifoni, sede della Fondazione Cassa di risparmio di San Miniato, in veste di ospite d’onore al convegno “L’Europa e le riforme necessarie”.
Il professore parla dell’imprenditoria introducendo quel che può fare l’Italia per uscire dalla crisi. La sua ricetta riguarda anche il sud Italia, «dove esistono isole produttive molto forti – ha detto – alle quali manca un sistema per farle funzionare al meglio. Togliamo, quindi, finanziamenti alle regioni con buchi di bilancio spaventosi e investiamoli in infrastrutture e metodi di controllo della legalità». Le infrastrutture sono un elemento, però, che l’economista cita quando parla delle possibilità che ha l’Europa per sottrarsi alla crisi, confidando di riporre molta fiducia nel nuovo presidente del consiglio europeo, Jean-Claude Juncker: «Nel suo programma per la candidatura alla presidenza del consiglio europeo ha ribadito l’intenzione di attivare 300 miliardi d’investimento per infrastrutture nel continente. Ecco, questa sarebbe una grande iniezione di liquidi e di fiducia per l’Europa. ».
L’intervento di Alberto Quadrio Curzio è stato introdotto dal presidente della Fondazione, Antonio Guicciardini Salini davanti a una sala piena di imprenditori e personalità come i sindaci del Comprensorio del cuoio, Alessandro Bandini, presidente di Carismi, Gianfranco Bernabei, questore di Pisa, Andrea Brancadoro, comandante provinciale dei carabinieri, Divo Gronchi, amministratore delegato di Carismi, Gregorio Iuzzolino, comandante provinciale della Guardia di finanza, Alberto Lang, vice presidente di Carismi, Andrea Pieroni, presidente della Provincia di Pisa, Raffaele Serrao, consigliere delegato del Tirreno per il gruppo Finegil, Valerio Massimo Romeo, prefetto vicario, Gianfranco Rossi, vice presidente della Fondazione, Roberto Scafetta, comandante della guardia di finanza di San Miniato, Vincenzo Umbrella direttore della sezione fiorentina della Banca d’Italia, Antonio Trombetta, comandante compagnia di San Miniato dei carabinieri. (a.q.)
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