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IL DIRETTORE GENERALE

Salvadori «Le nostre radici sono la forza»

Salvadori «Le nostre radici sono la forza»

PONTE A EGOLA. Una banca che ha, nella propria missione, quell’elemento che poi diventa forza aziendale: il contatto diretto - e quindi umano - con i clienti. È quanto sottolinea Daniele Salvadori,...

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PONTE A EGOLA. Una banca che ha, nella propria missione, quell’elemento che poi diventa forza aziendale: il contatto diretto - e quindi umano - con i clienti.

È quanto sottolinea Daniele Salvadori, direttore generale della banca popolare di Lajatico.

«La nostra banca come i nostri clienti ben conoscono, ha ultracentenarie origini contadine. Ciò non vuol dire che siamo ancorati al passato – racconta Salvadori – In questi 130 anni di vita, anche chi ci ha preceduto, ha sempre guardato al futuro, all’innovazione, affrontando sempre con coraggio anche i momenti meno facili».

Un coraggio che proviene proprio dalla saggezza e dal buon senso di una cultura contadina che ha nel suo dna il rispetto della natura e soprattutto della persona.

«È questa la semplice formula – prosegue ancora il direttore generale della Banca Popolare di Lajatico – che ci ha consentito di raggiungere quel piccolo successo che a noi appare comunque grande, almeno quanto l’impegno profuso in questi ultimi anni. Nell’era della globalizzazione si è perso di vista il contatto umano, anche e soprattutto nel sistema bancario. Una moda che non ci appartiene e mai ci apparterrà perché anche se siamo una banca in forte espansione, i nostri clienti avranno sempre un interlocutore sicuro, da chiamare per nome e soprattutto di cui fidarsi. Se questo è da considerare passato, noi, su questo passato, abbiamo costruito la nostra forza».

I risultati, del resto, sono sotto gli occhi di tutti.

«Siamo presenti in tutta la provincia di Pisa, praticamente nei pressi delle uscite della Superstrada Fi-Pi-Li – conclude Daniele Salvadori – che di fatto costituisce una sorta di cordone ombelicale per l’economia locale. Abbiamo realizzato sede e filiali caratterizzandole artisticamente, perché l’arte, quella con la A maiuscola, costituisce il miglior mezzo di comunicazione visiva e poi, ben si riconduce ai grandi valori del nostro territorio, dove anche il cosiddetto artigianato, costituisce espressione artistica e conseguentemente “Arte del Vivere”. Un concetto messo a dura prova dal momento non facile in cui ci troviamo da troppo tempo e che sembra non aver mai fine. Personalmente credo che i risultati positivi da noi ottenuti, pur in un periodo come questo, siano portatori di un messaggio che è ben più di una speranza».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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