Il Tirreno

Pontedera

«Non giudichiamo chi si toglie la vita»

di Sabrina Chiellini
«Non giudichiamo chi si toglie la vita»

L’invito fatto dal parroco all’omelia durante il funerale della giovane morta travolta dal treno a vent’anni

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MONTECASTELLO. La bara bianca con fiori bianchi e un girasole. Sopra c’è una foto sorridente della ragazza di 20 anni, morta dopo essere stata travolta dal treno, domenica pomeriggio vicino a Pontedera. Il momento dell’addio, quello più doloroso, dalla figlia, dall’amica, dalla “bimba” come con affetto la chiamavano i familiari, è nella chiesa di Montecastello. Difficile, come ammette il parroco don Wenceslas Karuta, non pensare a come la giovane ha deciso di andare incontro alla morte. Impossibile non fare riferimento alla posizione della chiesa, contraria al suicidio anche se il divieto dei funerali religiosi è venuto meno nel tempo. E così anche la ventenne di Montecastello ha ricevuto il saluto cristiano nella chiesa del suo paese, circondata dalla comunità che aveva imparato a conoscere il suo disagio. «Noi deploriamo, condanniamo il gesto del suicidio ma non condanniamo la persona», ha esordito il parroco invitando la madre e la famiglia della giovane a ripartire, trovando conforto nella fede ed evitando di cedere al peso dei rimorsi. Ha chiesto solo preghiere e pietà. Non serve chiedersi, “Dove ho sbagliato?”, di fronte a tragedie così grandi. Il ricordo della giovane resterà per i momenti felici e le tante cose belle a lei legate.

Durante la cerimonia nella piccola chiesa che non è bastata ad accogliere le persone che hanno partecipato alle esequie la ragazza è stata ricordata da uno zio, che nel suo intervento si è rivolto alla madre cercando di farle coraggio. «Sono stato colpito a distanza di poche ore da una doppia tragedia, è morta anche un’altra nostra parente».

E poi il ricordo di Simona, l’amica del cuore che, immaginando di parlare con la vittima, ha pensato al ricordo della giovane, alla sua passione per i trucchi, alle tante serate trascorse insieme. «L’ultimo periodo è stato difficile – ha detto - ma ho sempre pensato che avresti trovato la voglia e il coraggio di ricominciare». Non è stato così. E ora la ventenne ha lasciato «un vuoto enorme». Ma «resterai per sempre la mia amica». Lunghi applausi e lacrime. Come quando la mamma della giovane è salita vicino all’altare per leggere una poesia di Sant’Agostino e una riflessione sulla morte: «Pensa a questa meravigliosa casa, dove non esiste la morte, dove ci disseteremo insieme, nel trasporto più intenso alla fonte inesauribile dell’amore e della felicità. Non piangere più, se veramente mi ami!»

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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