Sicurezza
In ginocchio per colpa della crisi russa
I mobilieri di Ponsacco e Perignano vendono all’80% a Mosca e Kiev, ma la guerra tra i due Paesi e il possibile embargo mettono a rischio mercato e occupazione
PONSACCO. La crisi fra Ucraina e Russia fa tremare i mobilieri di Ponsacco e Perignano. La guerra tra i due Paesi, in cui finisce l’80% dei prodotti realizzati dalle aziende del distretto del mobile, e il possibile embargo (sia da parte dell’Europa che della Russia) stanno mettendo in ginocchio le aziende. Una situazione in divenire, nebulosa e assolutamente poco chiara. Come una malattia che si manifesta lentamente, ma in maniera inesorabile. «Purtroppo siamo consapevoli che il peggio deve ancora arrivare – spiega Alessandro Ferretti della Ferretti e Ferretti di Perignano – E che questa crisi avrà ripercussioni piuttosto rilevanti per tutti noi». Con probabili effetti anche sull’occupazione.
I mobilifici della provincia di Pisa negli ultimi anni si sono legati sempre più all’area dell’ex Unione sovietica, dove i loro prodotti trovano sbocco in maniera quasi naturale. Il classico e il pesante, il ricercato vistoso sono elementi che ai russi, ma anche agli ucraini piacciono molto. «In pratica vendiamo tutto in quell’area – sottolinea Ilaria Grilli della Grilli arredamenti, altra ditta di Perignano – e anche quando riceviamo un ordine da una città europea si tratta quasi sempre di russi che intendono arredare la loro seconda o terza villa». Un legame a doppio filo che si è rafforzato per vari motivi. Principalmente la scelta della tipologia di prodotto e una sorta di convenienza nello sfruttare un canale preferenziale che non aveva bisogno di grandi innovazioni. «Certo, servirebbe diversificare – ammette Donatella Turini, direttrice del Gruppo Gimo, il consorzio che cura le vendite all’estero per gran parte delle aziende della zona – sia dal punto di vista dei prodotti che degli sbocchi commerciali. Ma si tratta di processi lunghi che non possono certo essere improvvisati. E invece, questa guerra rischia di fare danni enormi».
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