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Il Tetris delle aule all’Interporto

Il Tetris delle aule all’Interporto

Lavori quasi ultimati per polo liceale unico, tra turni per l’utilizzo delle classi e incognite per il futuro

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SAN MINIATO. La parola d’ordine è stata “ottimizzare” gli spazi, sfruttando ogni metro quadro disponibile. Come un gigantesco gioco di incastri, il liceo Marconi di San Donato si prepara a diventare il primo polo liceale unificato del Valdarno, pronto a far posto all’ultima classe superstite del Carducci di San Miniato e alle cinque del liceo Falchi di Montopoli. Il dirigente Sandro Scapellato fa da guida nei locali dell’interporto ancora alle prese con i lavori, ormai in dirittura d’arrivo, che alla fine permetteranno di avere 25 aule disponibili a fronte, però, di ben 27 classi in arrivo. Una soluzione tampone con timori e preoccupazioni delle famiglie, ma anche con un grosso punto interrogativo per gli anni a venire, soprattutto se il liceo, come pare, continuerà a crescere.

A caccia di spazi. Il problema nasce dal trasferimento del Falchi da Montopoli a San Donato che, unita all’aumento di iscritti, ha innalzato da 20 a 27 il numero di classi da ospitare all’interporto. Per far fronte al nuovo afflusso di studenti, la Provincia aveva raggiunto un preaccordo per l’affitto di due grandi locali nell’ala sud del complesso che già ospita il liceo. Due spazi al piano terra da cui ricavare almeno 5 aule, valutando poi la possibilità di fare turni per quelle mancanti. A primavera, però, uno dei due proprietari si era sfilato dall’accordo comunicando di non volerne più sapere. Da qui l’inghippo, che ha costretto a mettere mano alla disposizione interna della scuola.

Il “Tetris” delle classi. L’aula magna è stata infatti sacrificata: una parete in cartongesso ha diviso in due l’unica stanza disponibile per le assemblee: «Tra qualche giorno – dice il preside Scapellato – terremo il primo collegio dei docenti nella più grande aula al primo piano sfruttando anche il corridoio». La stessa presidenza, del resto, è stata sacrificata per far posto alla cosiddetta “aula della creatività” ragazzi diversamente abili. Il preside si sposterà in una nuova stanza ricavata dalla segreteria. Nel frattempo proseguono i lavori nell’unico nuovo locale preso in affitto: uno spazio a sé stante, con un proprio ingresso, dove sono state ricavate 3 aule e i servizi igienici, a cui mancano solo le finiture: «Gli arredi, tutti quanti nuovi – precisa il preside – sono già arrivati da qualche giorno».

I dubbi sul futuro. Mancherebbero ancora due aule, per le quali si ricorrerà al sistema della turnazione, sfruttando le stanze lasciate libere dalle classi impegnate nelle ore di educazione fisica. «È chiaro che qualche difficoltà ci sarà – dice il vicepreside Loriano Salvadori – ma siamo convinti di poterla gestire senza problemi. Già oggi, del resto, le classi si spostano per le ore di laboratorio. Il vero problema, semmai, è in prospettiva, per il prossimo anno, per il quale c’è la possibilità di un’ulteriore crescita senza avere fisicamente lo spazio per tutti». Nelle intenzioni della scuola, infatti, c’è l’idea di richiedere l’attivazione di un nuovo indirizzo linguistico. Da qui l’appello, rivolto soprattutto alla Provincia, per cercare da subito nuovi locali: «Perché le iscrizioni si aprono a novembre – ricorda Scapellato – Come possiamo sostenere un nuovo corso senza poter dire alle famiglie dove metteremo i ragazzi?». Una questione, insomma, da affrontare subito: «Una questione, però, che non spetta a noi – sottolinea Salvadori - La scuola ha già fatto anche troppo».

Giacomo Pelfer

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