Sicurezza
Quando trovare un medico diventa una missione impossibile
Embelmatico il caso di Volterra dove molti specialisti rifiutano un contratto a tempo determinato. In cardiologia mancano tre dottori su sei
VOLTERRA Il reparto di cardiologia è in affanno. Era notizia dei giorni scorsi che l’Asl aveva dovuto correre ai ripari per scongiurare il rischio dell’interruzione di servizio. La pezza era stata una delibera in cui si affidava l’incarico a tempo determinato ad un nuovo specialista per un mese. L’emergenza tuttavia sembra non essere stata scongiurata infatti dall’azienda sanitaria hanno dovuto deliberare l’assunzione di altri due cardiologi a tempo determinato. I contratti andranno avanti per sei mesi, Dalla lettura del documento, nero su bianco, emerge però un altro aspetto; la difficoltà di trovare del personale disposto a spostarsi sull’ospedale di Volterra. Allo stato attuale dei sei dirigenti medici che fanno parte dell’organico di cardiologia la metà è assente. In più ci sarebbe da fare anche le ferie. L’azienda sanitaria parla senza mezzi termini di «forte criticità». Dei dottori assenti uno è in astensione obbligatoria fino a novembre e altri due si trovano in congedo parentale (dovrebbero rientrare, rispettivamente, a settembre e novembre). Non è tutto. Infatti, il bando di concorso per l’assunzione a tempo determinato dalle graduatorie dell’Estav era andato deserto a luglio. Insomma, nessuno si era fatto avanti il che ha costretto l’Asl ha tentare di spescare nella graduatoria della «zona disagiata dell’Alta val di Cecina». Inoltre, l’arruolamento dei due medici cardiologi a tempo si è reso necessario perché il precedente specialista che aveva un contratto di sei mesi ha rinunciato a rinnovarlo. La conclusione la scrive l’azienda sanitaria nella stessa delibera «la zona risulta da sempre difficoltoso il reperimento di personale, specie a tempo determinato».
In una nota il sindaco di Volterra Marco Buselli si è appellato ai giovani specialisti del territorio. «Creare un turn over eccessivo, come sottolineato anche dai sindacati - si legge - non giova alla stabilità delle attività sanitarie che si svolgono in ospedale. Per questo faccio appello ai giovani del territorio perché si formino anche in questa direzione, perchè se è vero che c'è la crisi e le opportunità di lavoro sono poche, è vero anche che spesso la domanda non si incontra con l'offerta».
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