Il Tirreno

Pontedera

Tombini vecchi e incrostati: è partita la sostituzione

di Andreas Quirici
Tombini vecchi e incrostati: è partita la sostituzione

Un operaio: «In queste condizioni non si sarebbero potuti aprire in alcun modo» Prosegue anche il piano antiallagamento con la videoispezione delle fogne

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PONTEDERA. «No, questi tombini non si sarebbero potuti aprire in nessuna maniera». Parola di uno degli operai che ieri mattina stavano effettuando la sostituzione dei tombini in via Primo maggio con quelli di ultima generazione. «In pratica questi si possono aprire, in caso di bisogno, con estrema facilità e in pochissimo tempo», aggiunge il dipendente della ditta incaricata della sostituzione. Un’operazione che è semplicemente agli inizi e che proseguirà anche nei prossimi giorni. Si tratta, però, di uno dei tanti interventi di cui ha bisogno Pontedera per sistemare una questione che preoccupa (e non poco) l’amministrazione e i cittadini. Oggi ci sarà, infatti, l’ennesimo incontro tra i responsabili dei lavori pubblici (compreso ovviamente l’assessore di riferimento, Matteo Franconi) e i tecnici di Acque Spa. Oggetto: le videoispezioni alle fognature con relativa calendarizzazione delle analisi del sottosuolo del centro.

Interventi e risarcimenti. Un passaggio fondamentale per comprendere gli interventi da effettuare per mettere al riparo dagli allagamenti. «Sappiamo quali sono le nostre priorità – spiega Franconi – Da via Primo Maggio alle frazioni, passando da via Saffi, via Palestro, via della Misericordia e viale IV novembre. Stiamo elaborando un piano d’intervento che ci permetta di controllare il più possibile la situazione e di porre i rimedi migliori». Tutto (anzi, molto, perché di riunioni a quanto pare ce ne saranno ancora) è rimandato alla riunione di oggi in comune. Mentre alla fine del mese di agosto è scaduto il termine per presentare le domande di risarcimento danni per quei negozianti che erano stati colpiti dall’acqua alta nelle loro attività, con relativi danneggiamenti alla merce e alle strutture. Molti hanno avanzato la richiesta che, verosimilmente, sarà girata alla Regione Toscana, nella speranza che possano arrivare un po’ di soldi a copertura delle spese sostenute per ripristinare la normalità all’interno delle attività commerciali del centro, ma anche della periferia della città.

L’incrocio dell’acqua alta. Il fulcro di tutto sembra essere proprio l’angolo tra via Saffi e via Primo maggio, l’area maggiormente colpita nelle ultime due occasioni nei mesi scorsi. E proprio in questa zona è stato effettuato un primo intervento di pulizia delle fognature durante il mese di agosto, altro passaggio chiesto a gran voce dai cittadini che imputano alla scarsa pulizia e manutenzione la causa principale degli allagamenti. Anche in questo caso, gli interventi proseguiranno nelle prossime settimane, in modo da individuare e risolvere eventuali problematiche di questo tipo nelle fognature. Anche perché, come è successo nella notte tra domenica e ieri, il cambiamento delle condizioni meteorologiche è in agguato. Le piogge sono sempre più probabili e non sarebbe il caso farsi trovare impreparati dopo i problemi verificatisi in appena quindici giorni tra il 22 luglio e il 5 agosto.

La saggezza del pensionato. In attesa delle ormai famose videoispezioni, di cui si parla dai primi giorni dello scorso mese, fanno impressione i vecchi tombini eliminati da via Primo maggio. «Chissà da quant’è che erano li», dice il classico pensionato con le mani giunte dietro la schiena osservando i lavori in corso. Una scena classica che racchiude il senso di un pensiero comune. «Anche volendoli aprire per far defluire l’acqua durante gli allagamenti non ce l’avrebbero mai fatta», aggiunge nel capannello di anziani che si è formato attorno agli operai. E guardando quei tombini è difficile dar torto a chi ha i capelli grigi non certo per casualità. Resta il fatto che, adesso, sono stati sostituiti e che d’ora in poi in via Primo maggio sarà possibile effettuare anche questo tipo d’intervento in caso di emergenza da bombe d’acqua. In attesa che gli eventuali problemi negli innesti tra le tubazioni pubbliche e quelle private vengano prima individuati e poi risolti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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