Sicurezza
Scoperti, gettano le arnie nel fiume
Individuati due dei componenti di una banda specializzata in furti di api che agisce tra Pisa e Lucca
CASCINA. Il colpo più consistente, con milioni di api avvelenate, lo hanno messo a segno, nel marzo scorso, a Titignano di Cascina ai danni di «La mieleria», che lavora anche nel settore erboristeria, attrezzature, laboratorio analisi e che produce miele, di proprietà di Sergio D’Agostino. Ma nella settimane successive altri apicoltori, l’ultimo pochi giorni fa a Volterra, si sono rivolti ai carabinieri per denunciare furti di arnie. È successo a Palaia, Cascine di Buti, Santa Maria a Monte ma anche a Collodi e Villa Basilica, così come in altri piccoli centri della provincia di Lucca. Dopo la denuncia di D’Agostino, che aveva fatto presente di avere una serie di sospetti, i carabinieri di Navacchio avevano cominciato le indagini mettendo a fuoco analogie con altri furti avvenuti fuori provincia e lavorando in sinergia con i colleghi di Lucca.
Dopo i primi sequestri di arnie e miele, resi possibili grazie anche alla segnalazione di persone che frequentano i Monti Pisani, cercatori di funghi o appassionati di caccia, anche il personale del Corpo Forestale dello Stato ha effettuato alcuni sequestri, come quello avvenuto domenica mattina nella zona del Padule di Bientina e ieri sui Monti Pisani, al confine con Lucca. Due al momento le persone indagate dai carabinieri e del Corpo Forestale: entrambe abitano in provincia di Pisa e hanno tentato di iniziare l’attività di apicoltore alle spalle di aziende già affermate. Sette i sequestri effettuati negli ultimi due mesi di arnie rubate. L’altra mattina un centinaio di arnie sono state recuperate dalla Forestale nel Padule di Bientina. Gli autori dei furti avendo intuito che stavano per essere scoperti potrebbero avere cercato di distruggere “le tracce” dei raid e per questo hanno ucciso le api gettandole nell’acqua, rischiando così anche una denuncia per maltrattamento di animali.
In ogni caso la Forestale procede anche con verifiche che riguardano la sicurezza alimentare e ha fatto analizzare la qualità del miele sequestrato ai due indagati. Si cerca quindi di appurare che il miele non sia stato alterato con sostanze vietate. Le indagini, così hanno spiegato sia i carabinieri che la Forestale, sono nelle fasi iniziali. C’è la convinzione tra gli inquirenti che altre persone siano coinvolte nei furti delle arnie. Intanto, D’Agostino stesso conferma con orgoglio di avere collaborato alle indagini e di avere permesso la restituzione delle arnie a numerose aziende che erano state prese di mira dai ladri.
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