Attenzione
Esibizioni a 3 metri dai monumenti
Ordinanza sugli artisti di strada: spettacoli e vendite vietate a ridosso degli immobili più importanti
VOLTERRA. Vita dura per gli artisti di strada soprattutto per chi si esibisce a pagamento e lo fa a ridosso dei monumenti più importanti di Volterra.
D’ora in poi sarà stabilita la distanza di sicurezza, «individuata per ragioni di decoro», spiega il sindaco Marco Buselli. Entro i tre metri da Palazzo dei Priori e dagli edifici religiosi, madonnari e affini saranno off limits.
Le prescrizioni sono contenute in un’ordinanza, firmata dal responsabile del settore attività produttive che impone «il divieto di svolgimento dell’attività degli artisti di strada comportante qualunque tipo di lavorazione manuale anche con arnesi, accessori e materiali coloranti abbinata all’esposizione per la vendita o all’offerta dei manufatti e delle opere realizzare».
Gli artisti dovranno mantenersi lontani «dall’area antistante e fino a tre metri di distanza dalle facciate» dei complessi più ammirati della città etrusca. La lista comprende: palazzo dei Priori, palazzo Pretorio, palazzo Desideri Tangassi, palazzo Vigilanti, torre Toscano, palazzo Minucci Solaini e gli edifici religiosi del centro storico.
Le motivazioni del giro di vite sono contenute nella stessa ordinanza redatta dagli uffici comunali e in vigore da meno di una settimana. Va anche ricordato che esiste già un regolamento comunale sugli artisti di strada e sulla disciplina delle esibizioni approvato nel 2010.
«Nelle ultime settimane - spiega il documento - si sono accentuati casi in cui gli spazi immediatamente adiacenti ai palazzi storici della città, in particolare palazzo dei Priori e palazzo Desideri Tangassi, sono stati occupati in modo improprio, e quasi continuativo, da arnesi, accessori, scarti di lavorazione nonché da oggetti relativi all’attività degli artisti di strada che spesso anche contemporaneamente presidiano questi luoghi».
Non è tutto, perché «a causa di materiali vernicianti o soggetti a spolveramento sono state, in alcuni casi, prodotte delle imbrattature alle superfici».
Inoltre, il commercio di quanto prodotto e l’esposizione davanti a chiese e monumenti risulterebbe molto più rilevante rispetto all’effettivo valore artistico. E non valorizzerebbe i luoghi in questione. In più, questa attività si configura come una vendita su suolo pubblico.
«Abbiamo pensato che fosse giusto regolamentare questo tipo di attività - dice il sindaco Buselli - e di allontanarla di qualche metro dagli edifici di pregio e dai beni culturali nel nostro centro storico».
Rino Bucci
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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