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Pontedera

Si fa travolgere dal treno a 20 anni: era depressa

di Sabrina Chiellini
Si fa travolgere dal treno a 20 anni: era depressa

Tragedia lungo la linea ferroviaria alle porte di Pontedera. Testimone oculare una giornalista di “PaginaQ”: «Ha attraversato il primo binario, poi il terribile impatto»

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PONTEDERA. «L’ho vista andare verso i binari, li ha attraversati da una parte all’altra fino a quando non è stata travolta dal treno. Era lì, davanti a me. È stato terribile». Ha la voce ancora sconvolta Cinzia Colosimo, giornalista di “PaginaQ”, testimone, insieme al macchinista e al capotreno, del suicidio avvenuto, nel primo pomeriggio di ieri, alle 14,50, lungo i binari all’altezza del tiro a segno e di via De Nicola, nell’immediata periferia di Pontedera. Il treno era in marcia da Firenze e procedeva per Pisa, quindi per La Spezia. Viaggiava a forte velocità anche se avrebbe dovuto fermarsi a Pontedera. La giovane, residente nel comune di Pontedera, è stata vista passeggiare nella zona del tiro a segno. L’ultima a vedere la bella ventenne dai capelli castani sarebbe stata proprio la giornalista che poi ha assistito impotente alla tragedia. «Stavo camminando in via De Nicola – dice – quando ho visto quella ragazza. Ha richiamato subito la mia attenzione. Ho detto tutto alla polizia e non mi sento nella condizione di aggiungere altro». Non è escluso che le due si siano parlate, dopo essersi incrociate con lo sguardo. Era strano che a quell’ora, con quel caldo, la giovane si trovasse in quella zona isolata. Forse aspettava qualcuno, avrà pensato chi l’ha incontrata. Invece la giovane era lì per un altro motivo. Pochi istanti dopo la ventenne è andata incontro al suo destino di morte. Lei che, dopo il diploma superiore, aveva visto aumentare quel male oscuro di vivere che lentamente, giorno dopo giorno, l’ha convinta a farla finita. Certa così di mettere fine alle sue sofferenze. La giovane ha scelto un tratto della ferrovia che conosceva bene: i binari tagliano la campagna, sotto un ponte della superstrada, vicino a via Montevisi, la strada che va verso Montecastello. Non ci sono protezioni: solo rovi e canneti da superare. Ma lei era pronta a superare quegli ostacoli. Impossibile per il macchinista, che se l’è vista arrivare davanti all’improvviso, bloccare il treno che l’ha travolta. Una scena terribile quella trovata dai primi soccorritori del 118, oltre che dai ferrovieri, che dopo aver fermato il treno, sono corsi lungo i binari pur sapendo che avrebbero trovato un cadavere. E non è stato neppure facile darle un nome. Nella borsetta la polizia ha trovato solo una tessera sanitaria che poi è risultata di un’amica della vittima, di una ragazza di 21 anni, anche lei di Pontedera che fino a pochi mesi fa, prima che la vittima avesse nuove crisi di depressione, l’aveva frequentata in maniera assidua. Dal motorino trovato nel piccolo parcheggio in fondo a via De Nicola la polizia è riuscita a dare un nome a quel corpo straziato, poi riconosciuto dalla madre, convocata al commissariato, da un tatuaggio. Tra i documenti, alla fine, sono stati trovati anche un certificato e l’appuntamento per un incontro da uno psicologo. Alla polizia la donna ha raccontato il suo tormento di madre. Più di una volta negli ultimi tempi anche i carabinieri sono intervenuti nella casa dove abitavano le due donne, chiamati a riportare la calma dopo accese liti. In passato con un fidanzato che poi è andato a vivere all’estero. A volte con la madre che voleva che si curasse. Nessuno però, nonostante le crisi e i tentativi di allontanarsi cercando ospitalità a casa delle amiche, aveva pensato che la giovane stesse pensando di togliersi la vita. «Stava meglio, si curava», ha detto agli agenti la madre quasi rifiutandosi di credere alla realtà e prima di crollare quando attraverso alcune foto le hanno chiesto di effettuare il riconoscimento della salma rimasta per ore sotto il sole di fine agosto, coperta da un telo in segno di rispetto. I rilievi della polizia ferroviaria si sono conclusi poco dopo le 17 quando è stato rimosso il cadavere trasportato a medicina legale. Grande lo sconforto degli amici. Anche se molti sapevano dei problemi della ventenne, che era anche stata ricoverata per i disturbi psichiatrici, non è facile accettare l’idea che nell’età delle speranze e quando una persona ha una vita davanti possa invece decidere di farla finita.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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