Il Tirreno

Pontedera

Li aspettano in banca per arrestarli

di Sabrina Chiellini
Li aspettano in banca per arrestarli

I carabinieri sventano un colpo alla Banca di Pisa e Fornacette, avevano anche sgonfiato le ruote all’auto dei banditi

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CASCINA. Una storia di taglierini e parrucche per non farsi riconoscere. Una storia di rapine in banca, di “pendolari del crimine” tenaci e carabinieri che, pure loro, non demordono. Da una parte, in questa trama, c’è la caparbietà metodica di due rapinatori campani. Dall’altra il lavoro dei carabinieri che, dopo tre volte che i banditi “studiavano” l’assalto alla filiale di Sant’Anna della Banca di Pisa e Fornacette, hanno sorpreso quegli uomini con le mani nel sacco.

Il racconto parte da martedì 26. Siamo d’agosto, con poca gente in giro e in una realtà dove tutti si conoscono. Su segnalazione dei commercianti della zona – la banca è lungo la Tosco Romagnola, che avevano visto persone sospette girare intorno alla filiale, sono stati allertati i carabinieri. Ma al loro arrivo i personaggi sospetti erano andati via.

Il giorno successivo - e siamo a mercoledì 27 alle ore 12.30 - c'e stato il primo tentativo di rapina non andato a buon fine in quanto con il nuovo sistema "semiautomatico" il cassiere autorizza l'entrata solo a chi vuole. E, ovviamente, l’impiegato non li ha fatti entrare. Sono state però state estrapolate le immagini delle telecamere della banca ed è stato notato che i rapinatori erano gli stessi del colpo del giugno scorso allo stesso sportello bancario.

Un bel passo in avanti per le indagini che sono state seguite direttamente dal comando provinciale insieme ai carabinieri di Navacchio e della compagnia di Pontedera.

Per il giorno successivo - eccoci a giovedì 28 - è stato organizzato un servizio con due carabinieri in banca fin dall’orario di apertura. Ma i rapinatori forse avevano altro da fare: calma piatta.

Ieri mattina il servizio anti rapina è stato ripetuto. Tre carabinieri all'interno dello sportello, tutti in borghese, altri all'esterno. Qualcuno ha segnalato pure un’auto sospetta, che poi era quella con cui i rapinatori erano arrivati a Cascina. Auto lasciata in sosta in una strada interna di San Giorgio.

Alle 12. 50 circa i rapinatori sono entrati. Questa volta il cassiere li ha lasciati entrare...sentendosi comunque al sicuro.

Il primo malvivente si è seduto alla cassa chiedendo informazioni di varia natura e poi ha bloccato il cassiere afferrandolo per le mani. A quel punto l'altro si è avvicinato. Doveva dare inizio alla rapina. Con in mano un trincetto ha cercato di avvicinarsi al cassiere il quale ha mantenuto la calma. Ma ha forzato la presa del rapinatore e si è nascosto sotto la cassa. In quel momento sono usciti i carabinieri e hanno immobilizzato i rapinatori.

Nel frattempo, così è stato raccontato in paese e al personale della banca anche se il particolare non è stato confermato in maniera ufficiale, i carabinieri avevano individuato l'auto sospetta, vicino alla chiesa di San Giorgio, e avevano provveduto a sgonfiarne le gomme. Non si sa mai, devono avere pensato. Meglio renderla non utilizzabile. L’auto era stata parcheggiata in una strada secondaria che i due avrebbero raggiunto facilmente a piedi.

I due malviventi hanno circa 40 anni e sono di origine campana: le manette per loro sono scattate in flagranza del reato di tentata rapina a mano armata. Poche le notizie fornite dai carabinieri del comando provinciale, su richiesta della Procura di Pisa e del magistrato che segue le indagini, in quanto tuttora in corso altri accertamenti per individuare eventuali complici. Procura e carabinieri stanno anche cercando di capire se i malviventi finiti al Don Bosco abbiano partecipato ad altre rapine avvenute in provincia.

Una brillante operazione, osserva il sindaco, Alessio Antonelli, in questi giorni in vacanza. «Un plauso all'arma dei carabinieri, in particolare ai militari che hanno sventato una rapina a mano armata arrestando due malviventi. Colgo l'occasione per ringraziare ancora una volta gli uomini e le donne impegnati quotidianamente sul campo vigilando costantemente sul territorio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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