La manifestazione
Blitz all’alba nel bosco uno spacciatore finisce in manette
Continuano i controlli dei carabinieri e della Forestale nell’area di Montefalcone, dove bivaccano i pusher
CASTELFRANCO DI SOTTO. Vivono rintanati nel bosco dove nascondono la droga, a volte sotterrandola o coprendola con foglie e rami. I bivacchi improvvisati si moltiplicano i cui resti sono visibili anche di giorno. Sono soprattutto nordafricani gli spacciatori che hanno scelto la riserva di Montefalcone per i loro traffici illeciti, così come succede in altre “piazze” nella boscaglia, come a Migliarino di Pisa o a Montecastello e Treggiaia nel comune di Pontedera. Il bosco diventa un luogo sicuro non solo per nascondersi ma anche per avvicinare gli acquirenti senza il rischio di essere scoperti. Per “stanare” gli spacciatori i carabinieri della compagnia di San Miniato e gli uomini del Corpo forestale dello Stato organizzano controlli più o meno costanti. E proprio l’altra mattina, nell'ambito dei servizi congiunti del Corpo forestale dello Stato e dei carabinieri, è stato arrestato nei boschi delle Cerbaie un cittadino del Marocco di 27 anni, irregolare e senza fissa dimora, che bivaccava nel bosco ed era in possesso di 241 grammi di marijuana e 4,7 grammi di hashish. Quando è stato avvicinato l'uomo non era solo ma il compagno è riuscito a fuggire nella boscaglia, mentre un terzo marocchino, stando a quanto è stato spiegato dai carabinieri della compagnia di San Miniato, è stato identificato e subito rilasciato.
«Sempre più frequentemente le aree verdi diventano dimora di nordafricani che lì vivono e spacciano, esponendo tra l'altro il bosco al rischio di incendio per l'accensione di fuochi e procurando un notevole degrado ambientale per l'accumulo di rifiuti», ha spiegato il Corpo forestale dello Stato in una nota.
Dall’inizio dell’anno non sono mancati i sequestri di sostanze stupefacenti, così come sono numerosi gli arresti effettuati in questa zona, spesso nel corso di operazioni congiunte tra carabinieri e Forestale, organizzate per contrastare il mercato dello spaccio che però continua ad essere radicato anche perché la strada che attraversa la riserva è considerata uno dei punti di riferimento dopo è possibile rifornirsi, a prezzi modici, di “fumo” e cocaina. Il ripetersi dei blitz al momento non è servito ad allontanare da questo polmone verde, che conosce pure il problema della prostituzione e del sesso a pagamento, gli extracomunitari che, soprattutto d’estate, sono aumentati di numero. Si tratta di clandestini, senza lavoro e senza un punto di riferimento, che vivono nella macchia. Tra loro anche tossicodipendenti con un’organizzazione attenta, pronta a segnalare l’arrivo delle forze dell’ordine.
Sabrina Chiellini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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