La protesta
«La colazione? Facciamola dove non ci sono slot»
“Libera” e “PontederaViva” dichiarano guerra al gioco A breve partirà una campagna per sensibilizzare la gente
PONTEDERA. Dopo aver diviso i gestori di attività, l’argomento “slot-machine” torna a far parlare di sé. Questa volta a dichiarare guerra al gioco d’azzardo sono due associazioni: PontederaViva e Libera. La prima rappresentata dal coordinatore Eugenio Leone, l’altra da Fabrizio Tognoni, rappresentante provinciale. Una sinergia che ha portato alla nascita del progetto “Pontedera Basta Slot – Io scelgo di fare colazione in un locale libero da slot”. PontederaViva e Libera propongono quindi ai cittadini di frequentare, fare colazione, o gustarsi un aperitivo nei locali che hanno scelto di strappare il contratto con i concessionari di videopoker e slot-machines.
«La nostra idea vuole essere un sasso lanciato nello stagno – spiega Eugenio Leone – in modo da favorire il dibattito, il confronto e l’incontro tra i cittadini». Più di una semplice provocazione. “Pontedera Basta Slot” si pone come obiettivo la sensibilizzazione della collettività verso la ludopatia. «Credo che la malattia del gioco sia una conseguenza di un disagio più complesso, spesso derivante da problemi sociali o familiari che vanno compresi e sostenuti». Eugenio Leone parla della campagna che nelle prossime settimane verrà lanciata sui social netowork, in attesa che a PontederaViva e Libera si aggiungano anche altre realtà. «Speriamo nell’adesione di altre associazioni e con alcune di queste siamo già in contatto. Perché più sarà alimentata la discussione sul tema e maggiori saranno le possibilità di salvare possibili ludopatici. Chi gioca molto, spesso ha già pochi soldi in tasca: gli ultimi risparmi non devono essere gettati nella macchinetta alla ricerca della vincita da sogno». Una locandina affissa all’esterno del bar o del locale avvertirà che dentro quelle mura non ci sono slot. «Non vogliamo – puntualizza Leone – demonizzare il gioco, ma soltanto tenere alta l’attenzione per evitare che diventi un problema patologico, capace di generare enormi disagi personali e collettivi». Dall’autunno poi, prenderanno il via una serie di incontri aperti a tutti. «Parleremo di ludopatia e lo faremo coinvolgendo tutte le personalità che gravitano attorno al gioco d’azzardo. Interverranno i proprietari dei bar, dottori specializzati nella cura della malattia del gioco e magari anche ex giocatori incalliti ormai “recuperati”». I riflettori sul tema che sta scaldando l’estate in Valdera non si spegneranno. PontederaViva e Libera hanno intenzione di alimentare la discussione. «Solo così possiamo fare in modo che il problema non venga riposto nel dimenticatoio non appena non se ne parlerà più. La presenza delle slot è regolata da norme statali e regionali ma può e deve essere fatto di più: per questo sosterremo – conclude il coordinatore Leone – le iniziative legislative locali e nazionali che mirano a regolare con maggiore attenzione la presenza delle macchinette all’interno dei locali pubblici».
La via del dialogo e dell’informazione per combattere quella che sta diventando sempre di più una piaga sociale, capace di insediarsi in ogni categoria fino alla rovina economica del giocatore. L’idea di PontederaViva e Libera scavalca la repressione e mira alla mente dei cittadini. Nella speranza che mettendo a nudo la ludopatia si possano individuarne i punti deboli e , finalmente, sconfiggerla.
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